ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

STEFANIA GARGANO

 

Stefania Gargano è di Nocera Inferiore (SA); ha già partecipato a vari concorsi, ottenendo diverse segnalazioni di merito, tra i quali :2003 Diamo forma all’acqua (terzo posto); 2006 La Scuola in Versi (Primo posto);2008 Concorso di Poesia San Valentino in versi (primo posto); 2008 Concorso di Poesia  CRAL Poste (primo posto) ;2008 Concorso letterario “Il fuoco” (secondo posto); etc.

"Credo che il “labirinto dell’inconscio” sia un tema inconsueto e affascinante con cui confrontarsi. Mi sono informata un po’ circa il labirintismo, leggendo tra l’altro “il manifesto del labirintismo” , e , durante questa ricerca, sono molto rimasta colpita dalla seguente frase, riconoscendo a pieno la sua validità e intravedendo in essa uno spiraglio della mia vita: La vita è  un mondo chiuso, anulare e delirante fra i ricordi, oppresso da un senso di clausura che nasce dall’isolamento e dallo spazio ambiguo che viene percepito come qualcosa di soffocante in cui l’orizzonte, inoltre, appare sull’orlo di due voragini, quella del dedalo esterno (o mondo), quella del dedalo interno (o io).(Stefania Gargano)”

Porte.
Infinite porte.
Spalancate,
socchiuse,
sbarrate.
Stradine impervie,
terrosi sentieri,
ridenti viali
si intricano,
si confondono,
si moltiplicano
nell’oscurità dell’inconscio.
Il tuo sorriso beffardo,
ormai consumato dal tempo,
il mio sguardo tenero
di candida bimba senza macchia…
Tutto si mescola
nella polvere dei ricordi,
nel labirinto delle stanze oscure,
nello schiudersi di possenti battenti.
Ed ecco,
io ora ti rivedo,
di nuovo,
con le tue ciocche arruffate sulla fronte,
con i tuoi dolcissimi occhi bugiardi,
con le tue labbra di miele.
E’ un attimo…
E sei lì,
di nuovo,
intatto dallo scorrere impietoso
dei giorni,
dei mesi,
degli anni.
E mi fissi…
Quasi volessi rammentarmi
quante volte
sono rimasta intrappolata
nella tua gabbia d’oro,
quanti baci
sempre troppo poco sinceri
si dileguavano nel buio
di lontane sere
che sembrano ormai troppo amare,
quante parole
sussurrate all’orecchio
sono state perdute nel vento tiepido di Luglio.
E ora sei qui.
Ancora una volta…
I tuoi contorni si distinguono
nella penombra del labirinto dell’animo mio,
accarezzati da una fioca luce.
Ma ecco che,
con un boato,
una tempesta improvvisa
mi pervade il cuore,
scuotendo
tutti i cimeli del mio passato,
tutti gli ostacoli disseminati qua e là,
tutti i lenti cardini di porte infinite.
E così,
io vedo,
impotente,
che una scura porta
viene sbattuta,
con gran fragore,
dinanzi a te,
dinanzi alla tua smorfia crudele.
E tu sparisci,
finalmente,
per sempre.

 

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