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ARTISTI LABIRINTISTI POETI NEL LABIRINTO
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Michela Di Gregorio Zitella è nata a Sulmona in provincia dell’ Aquila (Abruzzo) nel 1994. Ha cominciato a scrivere fin da bambina e la sua passione è arrivata intatta fin qui,crescendo con lei di giorno in giorno. Non ha un genere o una metrica di scrittura ben precisa,di solito scrive “di getto” tutto ciò che ho in testa. Ultimamente si è appassionata alle idee del Labirintismo grazie a Salvatore Giorgio che l'ha introdotta in questa magnifica corrente. Il suo modo di scrivere si basa soprattutto su una teoria che ha sviluppato: ha scoperto che l’ odio e l’ amore sono sentimenti contrastanti,ma che nonostante ciò sono maledettamente simili, legati da un impalpabile filo. Ha deciso di prendere quel filo e giocarci, tessendoci sopra trame complesse su storie di vita di tutti i giorni. Hoavinto il concorso internazionale di poesia “Io non amo” con la poesia “fumo distorto” anch’ essa nata dalla mia esigenza dello “scrivere come terapia”. Scrive varie sceneggiature per fumetti e dirigo un giornalino autoprodotto “URLA (unione ragazzi liberi Abruzzesi)” dove tutti i giovani Abruzzesi si esprimono attraverso l’ arte,la musica,la poesia e il disegno. "Il labirintismo si sposa perfettamente con la mia idea di “scrittura come terapia”,di come l’ odio e l’ amore siano pressoché simili,due sentimenti concatenati e dipendenti. Inseguendo il filo che gli unisce e tessendoci sopra trame complesse sulla vita di tutti i giorni tento NON di scappare dal labirinto,bensì di riuscirci a convivere assieme al Minotauro che è in tutti noi,il mostro chiamato comunemente realtà,convenzione,utopia. Può l’ io essere più forte del male stesso che fa parte di noi e sconfiggerlo?A questo risponde a mio parere,la corrente labirintista. Ossequi da Michela Di Gregorio Zitella e le sue molteplici personalità (Michela Di Gregorio Zitella). POESIE E con la percezione di essere me stessa. Dio, o tu che ne fai le veci, da troppo tempo ormai ho perso la percezione di essere me stessa. Ho fatto un patto con il silenzio, ho innescato il circolo, vizioso e senza fine seguendo movimenti a spirale trapiantati nel terreno verso il basso. Ho perso la percezione di essere me stessa, quando ho scoperto che il senso è distorto la libertà un’ utopia indigesta, vendendo silenzio a chi mi è intorno, ossigeno l’ odore tuo distante troppo sfumato ora per restare fra i neuroni bruciacchiati da qui all’ eternità. Corro per le lande desolate del mio cuore, cercando un oasi per rinfrescarmi e riposare. ma non la trovo mai, solo derive d’ acqua inquinata e terra bruciata. E con la percezione di essere me stessa, ho chiesto al vento di smettere di urlare.
DISGUSTO!
Disgustosamente immorale.
DELIRI DI UNA NOTTE DI MEZZ’ AUTUNNO.
Bei tempi quando credevi in qualcosa.
INSULSE verità
Mi romperò la testa in due, per vedere cosa c’ è dentro. Fra il sangue che brucia E un cervello che pulsa, fiumi di dubbi, domande, maledetti ricordi che non si cancellano, nemmeno con il tempo. Sono tutti infiniti sorrisi, falsi sorrisi. Ipocrisia,compassione,o forse … Volti standard,decidete cosa devo essere. Arrivare a sentirmi in disparte, rinchiusa in sogni di carta pesta, in brividi caldi e viaggi mentali. Baciami. io non ti tocco. Non voglio perdermi in questo pazzo gioco. Decidi tu per me … Decidi tu … per chi? Ti ho toccata,ho perso. Cosa mi farai? Mi appenderai al muro? Conosco gente peggiore di te. Peggiore del tuo altare sacrificale … L hai riempito di candele, cosparso di rose rosse appassite Per me? Fammi uscire,io non voglio più giocare.
Il silenzio.
Il silenzio non esiste. C’ è un ronzio continuo Nella testa di chi Non sa fermare il tremito silenzioso, del battito d’ ali di una farfalla. Ci mettiamo lo stesso tempo A decidere della nostra vita Che a disfare i nostri progetti Come un castello di carta,carne,circuiti. I nervi sono continuamente in circolo, vivi,come i vermi per i pesci. Morti sepolti vivi,senza speranza di riuscita, per un viaggio senza ritorno. I pensieri corrono Sulle strade della disperazione. Ossa bianche senza nome Piccole soddisfazioni Per giovani perdenti. Viaggia con la mente, chiudi gli occhi. Ci vediamo al pronto soccorso Aspettando un nuovo silenzio repentino Senza via di fuga. Colleziona francobolli particolari Su una tavola rotonda, leccali e guarda le tue pupille dilatarsi. La morte mi sta sfiorando, ma le parlo al contrario, sfido la malasorte .
Al mio primo amore.
Il vento fresco di fine estate
Una storia inaccettabile …
Criticando chi è solo, sola e senza vita, alla fine resterò. Mi toglieranno tutto ciò Che mi faceva respirare E mi torceranno le budella Per renderle smaglianti. E ci faranno una collana, o forse un cappio, chi lo sa, per quei bambini nati, non voluti, persi nell’ oscurità. Mi faranno capire che Tutto ciò in cui Ho ciecamente creduto Nei miei anni giovani, l’ ho perso per strada come un mazzo di rose,vermi. Appassiti entrambi. Criticando chi è solo, resterò sola, maledirò la mia vita, Per me gli amici sono tutto,troppo. Per gli amici io sono nulla. Hanno preso le mie interiora, i miei pensieri, ne hanno fatto un cappio, mi hanno accompagnato al patibolo rallegrando le mie giornate, urlandomi all’ orecchio che giustizia sarà fatta. Allora sono libera di andare? Sono fuori dalla gabbia? Eppure … sono ancora prigioniera … Eppure.
Non aspettavo altro Che restare da sola Cercando di essere uguale Al mio ego diverso Cosa vuoi per natale? Un cervello nuovo,morte. Cercando un cervello diverso Da distruggere ancora In altri mille modi. Ho visto morire La felicità infelice Ti ho vista soffrire E poi dormirmi accanto Soave come un brivido Soave come ossa bianche Di piccole lezioni di vita Accanto a te Niente è uguale al Mio ego inesistente.
IL PENSIERO DEL PENTITO Electroplasmi di link e software Una maschera fatta di ossa,circuiti E schermi piatti. Davanti al pc si è ciò che si vuole, si diventa parte di un sistema a senso unico. Sempre gli stessi inutili gesti meccanici, come in una vecchia fabbrica della costa inglese. La tastiera,da spazio frenetico alla fantasia, diciamo tutto ciò che vogliamo. Siamo tutti dello stesso impalpabile materiale. Siamo soli,quando lo schermo si spegne. La realtà è così vera da renderci claustrofobici. Ci impaurisce. Nascosti dietro uno schermo Per la paura di crescere,di essere. Un giorno son uomo d’ affari. Un giorno mi improvviso donna in carriera. Il giorno dopo sono il nulla. Mi vuoi bene?dimmelo in faccia. Ti amo. Lo voglio sentire dalla tua voce Ti sfioro. ma non con il pensiero. Ti voglio toccare,sentire,palpare, uniamo i nostri cuori,ascoltiamo il loro battito. Voglio che il tuo profumo si impossessi di me E faccia parte del mio essere. Ti voglio qui. Spengo il pc.Non sei più nulla. Solo belle parole messe assieme … Qwerty di gesti. Solo frasi che non avrei mai avuto il coraggio Di dire,se tu fossi qui,ora. Mi sento protetta nel mio piccolo nucleo celebrale A cristalli liquidi. E voi? Stati come emoticon omologate tutti con la stessa voglia di essere diversi nella loro uguaglianza Fatti che si intersecano in nemesi facciali.
IMPERFETTA Non c’ è la solita luna. La luna di oggi è indifferente,cattiva,triste,splendida. Nera come te che tenti di nasconderti in un illusione, credendo che basti per dimenticare, per essere noiosamente te,di nuovo. Non sai quanto mi fai schifo,cara mia anima nera, governata da mani bianche e pulite. Lavatela con candeggina,il nerume resterà. Risvegliati urlando in un incubo, scopri la tua indole, elimina la maschera, quella vera, sazia l insaziabile pensiero di bile marcia. Amami per ciò che sono, così incredibilmente imperfetta. Io non ci sarò. Cercherò la mia quiete dopo la tempesta. Tu la tua tempesta dopo la quiete.
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