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Erro in fondo al mio labirinto
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Esistenziale
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In ricerca di un senso, di un centro.
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Ma il vuoto è là…
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apparente caos primordiale
Dagli effluvi rossi di storia
Da un dedalo di fiori defunti
Dagli odori ebbri di memoria
Dell’eco vuota di voci e di verbo sorde.
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Sento in fondo al mio labirinto
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Spettrale
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I tomi del passato
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riportare enigmi e rimorsi esistenziali
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Ma il vuoto è qui…
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Assente ogni ordine razionale
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Dalla vigna di oscure voluttà
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Ogni istante in eterna tensione
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L’energia decompone
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Il tutto in nulla
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Senza ragione.
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D’improvviso
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Sul dedalo che non tiene
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Filtra un raggio
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S’apre un varco
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Da cui un profumo di simboli, immagini e suoni
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Sale col solare squarcio:
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E’ l’ Arte
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Suprema sinestesia di consolazione
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Estatica virtù di salvazione
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Terapeutica luce di redenzione
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Per l’umano errare
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Nel dedalo artificiale e esistenziale.
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E di Teseo s’ode il canto
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E il filo stretto d’Arianna
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Non resta che afferrare
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Per risalire dal labirinto
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Tentacolare
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E a nuova vita cosciente
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In esodo resuscitare.