ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

TIZIANA MONARI
 
Tiziana Monari abita a Prato e ha partecipato a varie antologie di poesia e racconti dell'Aletti, Perrone  Editore, Terre Sommerse, Ta-Ti edizioni,un libro
singolo di poesie "Frammenti d'anima", ha vinto il concorso della Firenze Libri per l'anno 2007 per la  poesia, seconda classificata al premio Vigonza 2008
 sezione narrativa.
 
"Curiosa, attenta, rigorosa, avida, legge libri su libri, sfoglia pagine dopo pagine, tra segni, tra frasi, tra versi, tra sogni e illusioni. Tutto questo in quel silenzio e nella solitudine dell'artista introversa del domani. Cresce, vive, ama, soffre, sogna, sospira.Sospira sempre di più. Mentre cresce dentro di lei una inquieta necessità di esprimere quello che tanto ha generato dentro. Quella lava, tenuta per tanto tempo, fusa, rovente, pressante dentro di sè, inizia a trovare i primi sentieri, e fuoriesce, con circospezione, con timida presenza. Sono i primi racconti di viaggio, numerosi, e in posti suggestivi, sono le prime poesie, brevi, dove i versi riempiono ancora le righe,  dove la punteggiatura segna ancora la sua cultura letteraria. Sono i primi rivoli di magma bollente, e poi le parole prendono forma colore, si abbelliscono di metafore e allegorie, di stile elegante, e si uniscono in versi sempre più suggestivi..Tiziana scrive dell'inconscio, i suoi versi sgorgano dai luoghi piu' suggestivi della sua anima, e' una ricerca continua del suo io, della sua parte buia, oltre la mente. Il labirintismo e' la ricerca del senso interiore, della verità dell'io, l'emozione piu' pura, una relata' parallela dove trovare conforto.(Tiziana Morari)".
 
 
Il mio inconscio
propizio di possesso
semantico
condannato senza assoluzione
 
vortica a mezza sera
azzurro di sole
caritatevole d'assenza
 
affonda alle pupille
anzitempo
traboccante di foglie e di stagioni
sottile come spillo
inventato in sogni lunghi
in strali sulla pelle.
 
E' covo di pirata
interrato di ragione
avvolto a nodo stretto
nell'insensato silenzio delle stelle.

 

 
Labirinto
 
E' dolciastro
il mio inconscio
carico di effluvi di violetta
languido di rose
 
fluido e precario
vanesio
dolcemente complice della mia vita
 
è sospeso
in una carezza lieve
in una ingannevole felicità.
 
Liso di velluto
in un autunno di stagione
profuma di erba scolorita
del silenzio del cuore
di sonni d'ombra
 
vergato d'azzurro
sfiora le pagine della vita
orafo e scultore
ombra di sole pallido.
 
Gioca e sogna
tra le chiacchiere di un pomeriggio di fine estate.
 
Solo mio.
 
Un viaggio di parole
 
Sono in viaggio
le mie parole
crepitano in un fuoco giallo e azzurro
fresche
schiuma tiepida di sillabe
 
zone d'ombra
a sprazzi rossi
stacco di tempo puro
 
salgono calde
profumate come mele d'autunno
ebbre di vento freddo.
 
Si affannano
rotonde e colme
fanno l'amore con l'inchiostro
con la pioggia della mia mente
 
appannate, dubbiose
affrettano il passo
deliziose e afflitte
irrisorie e ridicole
nascoste nel piacere piccolo borghese
un pò perverso del mio cuore.
 
Ancestrali d'autunno
piovono sulla carta
chine al vento freddo della vita.
 
Le mie parole sole.
 
Esile
 
E' delicata
la felicità
in equilibrio sul filo del tempo
struggente
in un inconscio senza nome.
 
E' difficile
la felicità
essenza docile
prosaica e trasparente
in un silenzio senza fine
intorpidito e vivo.
 
E' esile
la felicità
in una sequenza rallentata
nell'eco di sogni mai raggiunti
una chiazza di luce
un lusso doloroso
un paradosso intriso di nostalgia.
 
Passa lieve
con un vestito country
e un cappello azzurro e nero
 
stampata in un frontespizio di un libro
solo un tocco
difficile da sopportare.
 
Un chicco di zucchero e cristallo
in seno al cuore
in una notte blu.
 
Al largo della paura.
la mia stinta felicità.
 
Dopo l’amore
 
Dopo l'amore
cado sognando
opulenta di sole
assente di bellezza
 
mi perdo
mi ritrovo
dolce nell'oblio del tempo
cangiante di nuova luce
colma di voglie azzurre.
 
Pura di sete
vivo
con negli occhi il fresco  amaro dei fiori
il verde scuro delle foglie
 
un riflesso
un volo leggero
nella fragilità della mente.
 
Conto
amori di polvere e d'acqua
un piacere perfetto
oscuro di blu
 
chiuso nel tempo immobile della sera.
 
Funambolo
 
Nulla
si muove
nel borgo sonnolento della mente
 
pochi pensieri
a grana fine
cancellati dalle stagioni
 
un osmosi di vita
un acquerello
grigio d'inverno
dolce di neve
 
dipingo
il lato nascosto delle cose
ballerina dentro
maldestra di pioggia
goffa d'altrove.
 
In fondo agli occhi
un tempo lungo
che si disfa
cambia
se ne va
 
solo una folata di vento
in quel sogno che e' qui
funambolo esitante
custode dell'azzurro della vita.
 
Io
 
E' tutto
riflesso
trasparenza
luce
 
un acquerello
con un vestito di velluto
rosa spento
 
in quell'io
che scende le scale lentamente
di passaggio
provvisorio d'eterno
 
si interroga negli specchi
cerca posto tra le parole
 
si prepara
si aspetta
in un confine
in uno spazio artificioso
 
si prolunga
nei rumori del buio
nel tempo che si dilata
 
in ritardo
a piccoli sorsi
in un eterno volo
verso i sogni.
 
Commosso e carezzevole
lontano  dal freddo di novembre.
 
Oblio
 
E' segreta la mia mente
un piacere interiore
un appuntamento malinconico
con me stessa
 
è un porto
un rettangolo d'acqua
chiassoso di colori
 
indolente
colmo d'attesa
fragile di porcellana
 
si specchia
nell'acqua leggera di un sogno
nell'oblio dell'assenza
stanca nel profondo
 
barca in un lento viaggio d'assoluto.
 
Onda di grano in erba
 
Ha un'ampiezza serena
l'amore
in quel linguaggio non appreso
 
un cerchio di luce
all'estremità del cuore
la metà del mondo
un nido di braccia.
 
E' opale azzurro
un'alba impercettibile
sole diafano sopra le colline
nella dolcezza della sabbia
un grido di piacere
glauco di confini incerti.
 
Cresce
rotondo di stagione
languido di pioggia
amaro di fiori
 
allargato alle mie labbra
esuberante
in una fragile nudità.
 
Onda di grano in erba.
 
Bimba
 
Io sono
bimba
lo sguardo di passaggio
nel confine incerto dei sogni
spessa di silenzio
in un sonno ingannatore
 
io sono
albero rosso e cavo
il verde tenero di foglia
il sole amaro dei frutti
chioma di paglia
pioggia di parole
 
io sono
grano nero
sciarada e bengala
un disco a giro lento
un foglio bianco di mattina
un rito d'inchiostro e carta.
 
Io sono
il passo che pesa nelle membra
la goccia che dissoda la mia terra
 
curva e discreta
desiderio e promessa
preludio di tempesta.
 
Io
ormai grande.
 
Folon
 
E' la marea dell'equinozio
che dorme nell'incavo dei sogni
senza sapere
senza cercare
 
e' la tempesta
che si avvicina
la lentezza degli acquerelli di Folon
 
il tutto e il niente
l'amore straziante
un gioco tragico e leggero.
 
E' la morte
che defluisce
nel sole di fine estate
mendicando ferite segrete
 
edulcorata e dolorosa
una bolla rosa
luce d'altrove
 
soffio leggero
nera di un solo volo e un solo oblio.
 
Nel sonno e nell’amore
 
Voglio cantare
nel mio giardino dei ciliegi
nel tempo che dura
nella pioggia
in quel cielo che passa senza cambiarci
 
voglio
la lentezza di fine autunno
un sogno al limitare dell'inverno
una bruma di Normandia.
 
Voglio
pane imburrato caldo
un maglione di lana
collane di perle rosse
un cappello da pierrot
 
voglio
un re in bianco e nero
una casa di silenzio
un quadro di Cezanne
miele e biscotti.
 
Poi
solo una tenerezza fissata nelle ore
l'avvisaglia di un temporale
 
la piccola felicità di un'estate di San Martino
nel sonno e nell'amore.
 
Ombra
 
Oggi
disegno la tuo ombra
sulla mia vita
 
lontana di parole
confusa nel cuore
al margine di pagine mai scritte.
 
Tracciata
nella pace di mezzanotte
nel mio mondo di sempre
nella musica del silenzio
 
leggera
di matita blu
inzuppata d'inchiostro
graffiata di carta
 
confusa
in quel tempo di appena dopo
che ha il colore di un desiderio.
 
E il tuo nome al centro del sogno.
 
Anemoni e rose blu
 
Amo
l'inverso del viaggio
i colori soffocati
i paesaggi diluiti
il sonno dell'assenza
 
amo
gli spazi d'acqua in cielo
il dolore opprimente del perdono
i solchi del mio sogno
le sillabe lontane di memoria
 
amo
i giardini di silenzio
le parole bisbigliate
i colori d’oro e piombo
il tutto e il niente
l'indugio della sera
 
amo
quest'inverno
che ha campi di neve nel cuore
anemoni e rose blu
la felicità delle parole
 
e quell'uomo
lieve di pioggia
dolce di peccato
 
amore a fior di labbra
impercettibile
fuori dal tempo.
 
Mio.
 
Principe silenzioso
 
Il tempo
principe silenzioso di un palazzo solitario
si perde
nella crudeltà azzurra del cielo
 
si ferma
quello di ieri
annullato in colori bianchi
umido
preludio e sprazzo
 
corre veloce
quello di oggi
di finta pace
mischiato d'incenso, di brezza d'erba
 
profumato di vin brulè
di cannella
col piacere del dopo
si perde nei miei occhi di bambina.
 
Inclinato al cuore
infinito.
 
Amori
 
Si susseguono
gli amori
intorpiditi
in pomeriggi senza eco
 
semantici
trasparenti
vanesi.
 
Si fanno amare
per i loro difetti
inducono allo stupore
lievi di dolcezza
 
hanno il colore dei giorni
piccole lune d'argento
 
oblunghi
profumati d'erica.
 
Dormono un triste sonno ordinato
tra le pagine dei miei libri
 
coperti di neve
ironici e teneri.
 
Per sempre immortali
i miei amori.
 
Azzurro di neve
 
Aspetto
quel tempo lungo
malinconico di felicità
 
con lo sguardo abbassato
la saggezza dei grandi
il sogno dei perdenti.
 
Lo coloro
con matite e pennelli
prolungato in istanti eterni
in quei venerdì
blu di sera
rossi di cuore
già alle cinque.
 
Con gli occhi azzurri di neve
lo dipingo d'amore
lo specchio in un sogno
provvisorio d'eterno
 
lo nascondo in tasca
al riparo dal presente
un piacere caldo
nell'immobilità dolce della sera.
 
Mio per sempre.