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SOBRIO DELIRIO
Divorare medaglie in
bagno di veleno
con la fame, tenaglia che ti scuce
pezzettino a pezzettino da te sola
che sapevi cosa erano le fate.
Arroventa le sue unghie la rapace
frenesia, non capisci da che parte fugge il vento,
non lo vedi disperarsi verso il cielo:
se ti afferra lui per primo cadi giù
in voragini che solo i terremoti
sanno aprire nelle trame del silenzio.
Fantasia, meretrice non corrotta
dal denaro, dal potere o dal tepore
degli intenti, ma guastata dal rumore
di pensieri troppo vivi:
per essere un papavero nel campo che dà oblio
dimentica le foglie, le api, le falene,
ricorda che sei rosso,
rovente come sangue nelle vene.
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