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ARTISTI LABIRINTISTI IL LABIRINTISMO POETICO Il Labirintismo poetico sottintende ad una poesia come strenuo sforzo di autochiarificazione. La poesia labirintista è poesia di onesta autoanalisi inconscia: è poesia pura, di ricostruzione mnesica nel dedalo esistenziale. La poesia labirintista è poesia scorciata, allusiva e criptica, di difficile comprensione per il lettore perchè risale dal centro del labirinto tra i meandri dell'inconscio per ritornare alla superficie dell'Es. Il Labirintismo concepisce una poesia come espressione di avventura esistenziale restituita in termini ellittici ed esoterici. prof. Massimiliano Badiali
Nei primi anni 50 mi avvicinai alla poesia
per cercare di capire , anche se rapportato agli inizi della pubertà ed
attraverso quei primi scritti giovanili, il mistero dell´inconscio per cercare
di uscire dall´involucro nel quale mi sentivo chiuso, come nel labirinto si
cerca la via della luce così in poesia cercavo di trovare delle risposte ai
mille interrogativi che mi ponevo. Oggi, a distanza di oltre mezzo secolo scopro
un movimento che collima con le mie idee fanciulle di allora e con quelle di
oggi uomo maturo. E´ con piacere dunque che aderisco all´invito di far parte del
Labirintismo insieme ai molti artisti di indubbio valore etico e sociale. Luciano Somma La mia vita è un intreccio di sentieri e passaggi, apparentemente ordinati....Sono sempre alla ricerca di un orientamento, che mi possa condurre alla consapevolezza e all’armonia, tra le intricate trame dell’ordinario e dello straordinario...Alla ricerca, dunque, della trasparenza e dell’orizzonte al di fuori del Dedalo, che riesce comunque ad affascinare la mia anima solare, mentre vive la sua leggenda. dr.ssa Isana Forgione
La mente umana, un coacervo di forze protese alla ricerca di un equilibrio
omeostatico. Un labirinto di spazi e tempi che si creano e si distruggono in un
perseverante divenire. A volta protagonisti, a volte spettatori cerchiamo di
attribuire un senso anche laddove non esiste,nel tentativo di attribuire logica
al caos. Corro all'impazzata per le infinite possibilità della vita,con lo
stupore di un bambino alzo un grido che rompe il silenzio e si staglia dal lento
fluire,un suono sordo che si traduce in simboli, che mi scoppiano dentro..l'arte:
il mio canto. Ho cercato dentro un significato, e l'ho trovato nella visione che
io ho del mondo,come costruzione della mente. Questo potente mezzo che
costruisce la vita, una mente fatta di infinite strade , un labirinto dal quale
è impossibile uscire,come fare allora, per affermare un sè cosi potente da
straboccare, se non attraverso un canto,un linguaggio fatto di simboli, ritmi,
suoni che nascono da corde tese dell'animo non fatto di concetti ma di emozioni,
compreso da chi come me,sa che da quel groviglio mai uscirà.
Labirintismo: perché? Ascrivo al Labirintismo un’ ermeneutica
esistenziale! Lo contemplo come una mia istanza inderogabile di
approdare AD IMA FUNTAMENTA, ovvero ai miei più imi precordi, là, nell’
ostello dei miei sentimenti, delle mie emozioni, con l’auspicio di far
luce tra i meandri del mio intricatissimo plesso interiore o,
paradossalmente, da esso trarre luce da portare in superficie.
Mauro Montacchiesi
Io sono un labirinto...una volta mi bastavo io con le mie lacrime e le mie risate fino a quella volta che ho deciso di spegnere la luce...non sono più stata la stessa. Ho vagato in un labirinto di cui non mi interessava trovare l’uscita, perché l’uscita non esiste, dato che il labirinto è questa vita Maria Letizia Filomeno Il Labirinto ed il Labirintismo non sono assolutamente di facciata, non sono autoreferenziali, ma esigenza pura, profondamente interiore. Quindi vorrei far parte di questa ricerca interiore, di questo progetto. Ho capito finalmente quelle che sono le effettive finalità di un movimento che, come è accaduto in passato per altri movimenti artistico-culturali,nasce per esigenze naturali,come quando il corso di un fiume si fa strada dove trova spazio,ma avanza in maniera inesorabile e del tutto spontaneo. Penso dunque che si tratti di una idea profondamente coerente con le reali esigenze del proprio io. Rivedo il labirinto ogni volta che vado a letto,sento le voci di chi è la dentro ma non riesco a vederli. Sento urla di chi ha bisogno di me,vorrei trovarli subito ma non ci riesco.Allora so che è l'arte quella bussola che orienta,quel filo di Arianna che non si spezza,quel golem temuto e rispettato, perchè altro non è che la propria facciata. Finalmente ho capito il suo messaggio, ma ho anche capito perché volutamente volevo capirlo. Aprendo il sito già sapevo cosa trovare,scoprire la mia follia di Almayer che parlava al vento, avendone risposta: esprimere se stessi. Una terapia l'arte,dunque una terapia. Non che io sia artista sia chiaro,ma penso da artista,tocco gli oggetti che un giorno esprimeranno arte,sento quei profumi e quei colori che sono stati e torneranno ad essere arte,nella parola che mi si compone qui a due passi da me. Ecco gli innesti giusti,le note accordanti i pensieri latenti. Ecco la borsa delle medicine per alleviare i dolori .Tra le virtù di un buon artista vi è senza ombra di dubbio quella del definire un pensiero coprendolo con un alone di dire e non dire,si vuole ,per esempio,definire l'amore con un solo concetto artistico,ma il legame è assai piu' onirico,come nei boschi dei sogni di una notte di mezzaestate.Niente è già segnato,tutto deve ancora divenire senza però sapere quale è il giusto copione. E la scienza nelle disamine scientifiche non ci si accontenta delle forme ne delle sostanze,i sentimenti non si quantificano,i numeri non contano,si contrappongono all'io espressivo. Nel mio labirinto i sogni i colori i versi non possono e non devono essere contificati, esistono come uscita spontanea di un capriccio,fare arte o almeno essere oggetto toccato con arte Antonio Sangervasio Il Labirintismo si sposa perfettamente con la mia idea di “scrittura come terapia”,di come l’ odio e l’ amore siano pressoché simili,due sentimenti concatenati e dipendenti. Inseguendo il filo che gli unisce e tessendoci sopra trame complesse sulla vita di tutti i giorni tento NON di scappare dal labirinto,bensì di riuscirci a convivere assieme al Minotauro che è in tutti noi,il mostro chiamato comunemente realtà,convenzione,utopia. Può l’ io essere più forte del male stesso che fa parte di noi e sconfiggerlo?A questo risponde a mio parere,la corrente labirintista. Ossequi da Michela Di Gregorio Zitella e le sue molteplici personalità Michela Di Gregorio Zitella La scrittura denudata imprigiona le velleità. Per beffare Minosse, pensieri contorti non si curano di Arianna. La verità, fasulla, destina il suo inane tragitto alla corsa rallentata di un filo senza capo né coda. Intesso gesti & parole, nell’intestino tenue del mio vacuo Mito, per rendere arcano l’Ordinario che mi connota Luigi Pignatelli LEGGI TUTTO IL MANIFESTO DEL LABIRINTISMO POETICO
MARIA ANTONIETTA (MAYA) AMENDUNI |
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