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ARTISTI LABIRINTISTI POETI NEL LABIRINTO
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Irene Sparagna è Creatrice dell’Associazione Culturale Gennaro Sparagna Onlus e presidente della stessa. Creatrice di premi inter e rnazionali di narrativa e poesia: Premio Internazionale di poesia MeMemorial Gennaro Sparagna. Premio internazionale di narrativa “Abicizeta” Premio internazionale di poesia “Ali di aliante” Premio internazionale di narrativa “Le voci dentro” Premio internazionale d i “Edizioni Stravagario” per la scoperta di nuove voci da pubblicare a cura dell’associazione stessa. Membro di giuria in premi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa. Creatrice e editrice della Collana Letteraria “Stravagario Emozionale”. Creatrice e direttore del bollettino informativo “Stravagario Emozionale”. Direttore della Critica della Onlus Mecenate
Onde opaline Frenetica batto le ali su vibranti onde opaline che in catabasi già invasero gli abissi più imi del mio labirinto. Onde opaline che in anabasi riportarono che riportano ancora un cielo turchese un pianto di gioia l’emozione di essere quella donna che sono
…del mio labirinto Tra i meandri del mio labirinto si spengono tanti ricordi come raggi di sole al tramonto.
…Il mio ginepraio un’astronave disperata erratica che vola nell’universo alla ricerca del tuo dolce bel viso.
…le spine intrecciate Forte urla forte il mio nome quando il sole richiamerà i suoi tiepidi raggi e crudelmente più non scalderà le spine intrecciate del tuo labirinto di ghiaccio. Forte urla forte il mio nome e volerò su mille raggi di fuoco a scaldare il tuo algido cuore. Forte urla forte il mio nome …amore!
…tra i suoi flutti Galleggio in un Lète che non riesce a darmi pace trai suoi flutti algidi che si intrecciano in un borboglio monotono. E guardo le stelle pregandole di regalar pace calore al mio labirinto. Neanche il Lète riesce a dargli l’oblio. Forte è la speranza chissà l’illusione di rivedere te.
…occhi corsari L’universo mi sembra piceo ma all’improvviso riecco i tuoi occhi bagliori di stelle. Mi lascio rapire da quei tuoi occhi corsari e ritrovo la via.
…vorrei volare I tuoi occhi corsari depredano il mio labirinto. Li vedo fuggire tra mille tremule stelle quando cala la sera quando Venere inizia a sorridere. È il vespro traslato della mia vita che si smarrisce tra le tortuose anse del mio labirinto. Mi sento triste vorrei volare inseguire i tuoi occhi ma non ne trovo la forza. I turbinii del mio labirinto mi centripetano non riesco a decollare rapiscono anche le mie urla che laggiù si spengono.
…l’eco del nulla Un turbine di dubbi scuote devasta i meandri del mio labirinto che s’innalza in un cosmo senza tempo. Il mio labirinto si smarrisce tra i suoi stessi mille angiporti senza trovar spiegazioni. Poi ancora disperatamente l’assenza di materia l’eco del nulla. Mi sento inscindibile ipostasi del nulla del nulla che paradossalmente è il mio ultimo barlume di vita.
…gabbiano lontano una brughiera priva di sole dove anarchici volteggiano scuri nembi da quando tu gabbiano lontano hai cominciato a volar.
…a disegnar ghirigori Gabbiani anarchici volteggiano nel cielo a disegnar ghirigori che riflettono i tortuosi meandri del mio labirinto.
…di quel carillon Il mio dedalo è smarrito orfano financo di quel carillon che l’aveva stregato centripetato tra le seduzioni di melliflue fate morgane mascherate dal velo di un magico vespro.
…tra i frammenti Centripetata mi sento da Chronos dalle sue ineluttabili spire. Il mio labirinto si schianta contro un abiotico cosmo privo di forme privo di amore. All’improvviso poi piacere e dolore risbocciano tra i frammenti vaganti del mio intrico come eterna alternanza di sussulti di vita di una vita che ascende nell’universo di un cinismo crudele tagliente come acuminata spada di ghiaccio.
E mi sento cadere…
E’ in quel singolare vuoto che si plasma nel mio labirinto dopo un’ assordante implosione che annaspando galleggio! Un vuoto paradossale costruito di dolorosa materia che germoglia da un pianto terebrante poi muto poi ancor terebrante. Un vuoto pieno di domande di scetticismo di angoscia. E mi sento cadere cadere giù in questo algente vespro d’ inverno come questi cristalli di brina che imbiancano il prato il prato del mio labirinto che congelano ogn’ irreale chimera. Così come un prato mi sento dove non c’è più viola che sbocci se tu non ci sei!
…uragano diventa
Tu eri come zèfiro a primavera che mi teneramente blandiva come bocciolo di rosa. Tu eri come zèfiro mite e leggero che mi dolcemente cullava come onda del mare. Ma lo zèfiro vola vola lontano e m’ hai lasciata lacerata distrutta reclusa sprofondata tra i dumosi contorti meandri del mio labirinto. Ti prego uragano diventa e torna torna da me. Scardina quest’ oppido d’ intricato dolore e rapiscimi fammi volare con te verso gli arabeschi del cielo! Voglio di nuovo libare le stelle.
…gialli garofani
Di magica gioia momenti che vi eclissate caduchi tra gli intrecciati meandri di quest’ arcano mio labirinto di magica gioia momenti che per ludo vi occultate voi pràvi tra simulacri e feticci di quest’ umane catene cinici gialli garofani drudi solo fiorite veementi nelle favolose chimere che realtà mai sono state drudi solo fiorite veementi nelle rimembranze d’ un tenero idillio remòto. Utopia afferrarvi nel clangore assordante del labirintico maelstrom di Chrònos che ineluttabile incede. Vi sento vibrare ma fitta è la brùma negli anfrattuosi meandri!
…dove Chrònos
Nel tepore di una brezza soave la mia mente rimane in surplace senza contaminazioni senza costrizioni poi vola sulle ali d’ una favolosa chimera vola sempre più in alto tra le diafane arabesche organze del cielo tra i suoi ghirigori celesti perfetti concenti col mio labirinto lassù dove Chrònos è in amplesso con Maya lassù dove sinaptica fibra mi sento del cosmo infinito!
…paradossale Tesèo
Ialine gocce di pioggia delicatamente cadono sulla mia psichedelica mente tra rutilanti squarci di stelle improvvisi barlumi nel mio labirinto. Anche il silenzio ha la sua voce avvolge la mente la rapisce dal labirinto delle Fate Morgane la fa volare in cerca di te mentre dorme la notte. Non ti vedo non ti sento eppure la mente ti sfiora. Sei profumo di fiore soave emozione di melodia incantata carezza di brezza da poco sognata. Sono sospesa nel nulla arranco nel vuoto disperatamente ti cerco con dolore inutilmente. Il mio labirinto è lì che mi aspetta! Solo tu paradossale mia Arianna puoi indicare l’ egresso a me paradossale Tesèo!
Una stella polare Una concatenazione di lossodromie di tratti di spirali logaritmiche trait-d’ union dei mandri del mio labirinto tra sé stessi xénoidi questo è la mia esistenza solo in apparenza ortotassia! Una stella polare anelo, ma fin’ ora utopisticamente, trovare che sul displuvio del reale e dell’ irreale verso una serena coscienza verso l’ egresso dal labirinto mi sappia guidare!
Simmetria manca
La mia psiche una sinapsi elettrica attraverso un ponte protoplasmatico veicola impulsi al mio labirinto euritmia vagheggiando. Il mio labirinto senza iato vive la sua sempiterna stoica apocatastasi la sua ricostituzione dopo la sua nuova rovina nella conflagrazione ferale di stelle. Briosa attor giovine oggi mi sento ma repentinamente prosaica guitta. Simmetria manca al mio chaos primordiale. Sono falco alienato che vola tra le burrasche del cielo. Sono usignolo che candido frange la quiete. Nel mio labirinto adesso un cupo rimbombo: laggiù rincorro senza agguantare un motivo di vita. Mi stordisco! Tra gli infiniti meandri: vibrazioni melodie voci bagliori accecanti tenebre di pece! D’ uscita più non trovo la via.
…al mio chaos
Il mio labirinto è un plesso di angusti angiporti. Vi smarrisco la bussola! Dov’ è la coscienza? Dove, la quiete? Mi incastro tra l ‘ordito, tra i fili, tesi longitudinalmente, sul telaio del mio labirinto. In lontananza, fioca, una luce. La materia, il tempo, si fondono, esplodono. E’ il ritorno al mio chaos. E’ da lì che devo ricominciare!
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