ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

IRENE SPARAGNA

                                                                                                                                                              

Irene Sparagna è Creatrice dell’Associazione Culturale Gennaro Sparagna Onlus e presidente della stessa. Creatrice di premi inter e

     rnazionali di narrativa e poesia: Premio Internazionale di poesia MeMemorial Gennaro Sparagna. Premio internazionale di narrativa  

       “Abicizeta” Premio internazionale di poesia “Ali di aliante” Premio internazionale di narrativa “Le voci dentro” Premio   internazionale  d

 i “Edizioni Stravagario” per la scoperta di nuove voci da pubblicare a cura dell’associazione stessa. Membro di giuria in premi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa.

 Creatrice e editrice della Collana Letteraria “Stravagario Emozionale”. Creatrice e direttore del bollettino informativo “Stravagario Emozionale”. Direttore della Critica della Onlus Mecenate

"Vago, nell’ universo del mio labirinto, alla ricerca di me stessa, nell’ auspicio di trovarvi la mia vera essenza, nell’ istanza inderogabile di conoscerla, di meglio comprenderla. Navigo tra tortuose galassie di stelle lucenti, tra onde intrecciate di oceani deserti di buchi neri, ed è qui che voglio sostare, con grande coraggio, senza paura del buio, senza paura di incontrare, di vedere ciò che di me non conosco. Può causare dolore, ma ne vale la pena (Irene Sparagna).

 

 
L'ARTISTA MECENATE 2009
... tra onde intrecciate
di oceani deserti
di buchi neri,
 ... è qui che voglio sostare

www.memorialsparagna.com

ANTOLOGIA DEL LABIRINTISMO
PRESENTAZIONE COMUNE DI MINTURNO 5 DICEMBRE 2009

 

Onde opaline

Frenetica

batto le ali

su vibranti

onde opaline

che in catabasi

già invasero

gli abissi più imi

del mio labirinto.

Onde opaline

che in anabasi

riportarono

che riportano ancora

un cielo turchese

un pianto di gioia

l’emozione di essere

quella donna che sono

 

…del mio labirinto

Tra i meandri

del mio labirinto

si spengono

tanti ricordi

come raggi di sole

al tramonto.

 

…Il mio ginepraio

un’astronave

disperata

erratica

che vola

nell’universo

alla ricerca

del tuo dolce bel viso.

 

…le spine intrecciate

Forte

urla forte

il mio nome

quando il sole

richiamerà

i suoi tiepidi raggi

e crudelmente

più non scalderà

le spine intrecciate

del tuo labirinto di ghiaccio.

Forte

urla forte il mio nome

e volerò

su mille raggi di fuoco

a scaldare

il tuo algido cuore.

Forte

urla forte

il mio nome

…amore!

 

…tra i suoi flutti

Galleggio

in un Lète

che non riesce

a darmi pace

trai suoi flutti

algidi

che si intrecciano

in un borboglio

monotono.

E guardo le stelle

pregandole

di regalar

pace

calore

al mio labirinto.

Neanche il Lète

riesce a dargli l’oblio.

Forte è

la speranza

chissà

l’illusione

di rivedere te.

 

…occhi corsari

L’universo

mi sembra piceo

ma all’improvviso

riecco i tuoi occhi

bagliori di stelle.

Mi lascio rapire

da quei tuoi occhi corsari

e ritrovo la via.

 

…vorrei volare 

I tuoi occhi

corsari depredano

il mio labirinto.

Li vedo fuggire

tra mille

tremule stelle

quando cala la sera

quando Venere

inizia a sorridere.

È il vespro

traslato della mia vita

che si smarrisce

tra le tortuose anse

del mio labirinto.

Mi sento triste

vorrei volare

inseguire i tuoi occhi

ma non ne trovo

la forza.

I turbinii del mio labirinto

mi centripetano

non riesco a decollare

rapiscono anche

le mie urla

che laggiù si spengono.

 

…l’eco del nulla

Un turbine di dubbi

scuote

devasta

i meandri

del mio labirinto

che s’innalza

in un cosmo

senza tempo.

Il mio labirinto

si smarrisce

tra i suoi stessi

mille angiporti

senza trovar spiegazioni.

Poi

ancora

disperatamente

l’assenza di materia

l’eco del nulla.

Mi sento

inscindibile ipostasi

del nulla

del nulla

che paradossalmente

è il mio ultimo

barlume di vita.

 

…gabbiano lontano

una brughiera

priva di sole

dove anarchici

volteggiano

scuri nembi

da quando tu

gabbiano

lontano

hai cominciato

a volar.

 

…a disegnar ghirigori

Gabbiani

anarchici

volteggiano

nel cielo

a disegnar ghirigori

che riflettono

i tortuosi meandri

del mio labirinto.

 

…di quel carillon

Il mio dedalo

è smarrito

orfano financo

di quel carillon

che l’aveva stregato

centripetato

tra le seduzioni

di melliflue fate morgane

mascherate dal velo

di un magico vespro.

 

…tra i frammenti

Centripetata

mi sento da Chronos

dalle sue ineluttabili spire.

Il mio labirinto

si schianta

contro un abiotico cosmo

privo di forme

privo di amore.

All’improvviso poi

piacere e dolore

risbocciano

tra i frammenti vaganti

del mio intrico

come eterna alternanza

di sussulti di vita

di una vita

che ascende

nell’universo

di un cinismo

crudele

tagliente

come acuminata

spada di ghiaccio.

 

3° Premio Gennaro Sparagna
 
I LABIRINTISTI LUCIANO SOMMA, MASSIMILIANO BADIALI, IRENE SPARAGNA, MAURO MONTACCHIESI E AURELIO DE ROSE

Labirintismo

 

Runaway dal mio labirinto

questa son io

per pochi fugaci secondi.

Adesso gioco

con i candidi cirri.

Dico buon giorno alle argentee betulle.

Nell’effimero fantastico sogno

ho assaporato l’assenzio

del disinganno.

E mi sento cadere…

 

E’ in quel singolare vuoto

che si plasma nel mio labirinto

dopo un’ assordante implosione

che annaspando galleggio!

Un vuoto paradossale

costruito di dolorosa materia

che germoglia da un pianto

terebrante

poi muto

poi ancor terebrante.

Un vuoto pieno

di domande

di scetticismo

di angoscia.

E mi sento cadere

cadere giù

in questo algente vespro d’ inverno

come questi cristalli di brina

che imbiancano il prato

il prato del mio labirinto

che congelano ogn’ irreale chimera.

Così

come un prato mi sento

dove non c’è più viola che sbocci

se tu non ci sei!

 

…uragano diventa

 

Tu eri come zèfiro a primavera

che mi teneramente blandiva

come bocciolo di rosa.

Tu eri come zèfiro mite e leggero

che mi dolcemente cullava

come onda del mare.

Ma lo zèfiro vola

vola lontano

e m’ hai lasciata

lacerata distrutta

reclusa sprofondata

tra i dumosi contorti meandri

del mio labirinto.

Ti prego

uragano diventa

e torna

torna da me.

Scardina

quest’ oppido d’ intricato dolore

e rapiscimi

fammi volare con te

verso gli arabeschi del cielo!

Voglio di nuovo

libare le stelle.

 

 

…gialli garofani

 

Di magica gioia

momenti

che vi eclissate caduchi

tra gli intrecciati meandri

di quest’ arcano mio labirinto

di magica gioia

momenti

che per ludo

vi occultate voi pràvi

tra simulacri e feticci

di quest’ umane catene

cinici

gialli garofani

drudi solo fiorite

veementi

nelle favolose chimere

che realtà mai sono state

drudi solo fiorite

veementi

nelle rimembranze

d’ un tenero idillio remòto.

Utopia afferrarvi

nel clangore assordante

del labirintico maelstrom di Chrònos

che ineluttabile incede.

Vi sento vibrare

ma fitta è la brùma

negli anfrattuosi meandri!

 

…dove Chrònos

 

Nel tepore di una brezza soave

la mia mente rimane in surplace

senza contaminazioni

senza costrizioni

poi vola

sulle ali d’ una favolosa chimera

vola sempre più in alto

tra le diafane

arabesche organze del cielo

tra i suoi ghirigori celesti

perfetti concenti col mio labirinto

lassù

dove Chrònos è in amplesso con Maya

lassù

dove sinaptica fibra mi sento

del cosmo infinito!

 

…paradossale Tesèo

 

Ialine gocce di pioggia

delicatamente cadono

sulla mia psichedelica mente

tra rutilanti squarci di stelle

improvvisi barlumi nel mio labirinto.

Anche il silenzio

ha la sua voce

avvolge la mente

la rapisce

dal labirinto delle Fate Morgane

la fa volare in cerca di te

mentre dorme la notte.

Non ti vedo non ti sento

eppure la mente ti sfiora.

Sei

profumo di fiore soave

emozione di melodia incantata

carezza di brezza da poco sognata.

Sono sospesa nel nulla

arranco nel vuoto

disperatamente ti cerco

con dolore

inutilmente.

Il mio labirinto

è lì

che mi aspetta!

Solo tu

paradossale mia Arianna

puoi indicare l’ egresso

a me

paradossale Tesèo!

 

Una stella polare

Una concatenazione di lossodromie

di tratti di spirali logaritmiche

trait-d’ union dei mandri del mio labirinto

tra sé stessi xénoidi

questo è la mia esistenza

solo in apparenza  ortotassia!

Una stella polare

anelo, ma fin’ ora utopisticamente, trovare

che sul displuvio del reale e dell’ irreale

verso una serena coscienza

verso l’ egresso dal labirinto

mi sappia guidare!

 

 

Simmetria manca

 

La mia psiche

una sinapsi elettrica

attraverso un ponte protoplasmatico

veicola impulsi al mio labirinto

euritmia vagheggiando.

Il mio labirinto

senza iato vive

la sua sempiterna stoica apocatastasi

la sua ricostituzione

dopo la sua nuova rovina

nella conflagrazione ferale di stelle.

Briosa attor giovine oggi mi sento

ma repentinamente prosaica guitta.

Simmetria manca

al mio chaos primordiale.

Sono falco alienato

che vola tra le burrasche del cielo.

Sono usignolo

che candido frange la quiete.

Nel mio labirinto

adesso

un cupo rimbombo:

laggiù rincorro senza agguantare

un motivo di vita.

Mi stordisco!

Tra gli infiniti meandri:

vibrazioni melodie voci

bagliori accecanti

tenebre di pece!

D’ uscita più non trovo la via.

 

 

…al mio chaos

 

Il mio labirinto è

un plesso di angusti angiporti.

Vi smarrisco la bussola!

Dov’ è la coscienza?

Dove, la quiete?

Mi incastro tra l ‘ordito,

tra i fili,

tesi longitudinalmente,

sul telaio del mio labirinto.

In lontananza,

fioca, una luce.

La materia, il tempo,

si fondono, esplodono.

E’ il ritorno al mio chaos.

E’ da lì che devo ricominciare!