- LABIRINTO
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Procedo a tastoni avendo ormai rinunciato ad approcci su base logica
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I concetti di destra e sinistra , avanti e indietro , appaiono confusi
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L’ultima mossa ispira la seguente con l’unica certezza
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D’essere diversa dalla precedente e dalla successiva
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Ma con il costante incombente dubbio del dejàvù
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Del ripercorrere un circolo vizioso che umiliando l’intelligenza
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Conduce alla pazzia .
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Il percorso ha un inizio accattivante
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Alle soglie dell’adolescenza ignari del prosieguo
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Preda della curiosità , incuranti di tutto , lo imboccammo .
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Ci inoltrammo , ne scoprimmo le insidie , i celati trabocchetti
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A nulla valsero i moniti di coloro che ci precedettero
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Increduli esplorammo gli anfratti più reconditi , le anse più cieche
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Le diramazioni più circonvolute , i cunicoli più angusti
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Delineando un percorso a gomitolo che le moderne psicologhe
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Prelevandolo direttamente dal mitico arcolaio delle parche
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Chiamano esperienza .
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Il travagliato dedalo ci ha condotti ad una radura dominata
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Da una quiete apparente :l’atmosfera è serena , si scorgono giochi
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Angoli appartati per momenti di meditazione, di studio, di
contemplazione
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Ai confini si intravedono alcune vie di uscita
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Delimitate da alte siepi di bosso
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Nell’avvicinarci cerchiamo di cogliervi qualche indizio
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Capace di orientarci nella prossima scelta
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In nessun modo per quanto ci si adoperi
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Riusciamo ad intravedere lo sbocco dei camminamenti
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Ci par di cogliere impressioni sonore in lontananza
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Le più vicine hanno intonazioni gaie e scanzonate
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Le percepiamo per un breve raggio
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Poco oltre un viottolo assume un’inclinazione a salire
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Paiono giungere mormorii ovattati
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A tratti interrotti da acuti striduli , ben presto tacitati
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Più in là si delinea un varco
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Sembra condurre ad un tramite inizialmente discendente
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Ben presto interrotto da balze ed erte scoscesi
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Si levano voci intonare minuetti
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Contraltari di concitati requiem
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Mi assale il dubbio …l’angoscia…
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Mi accorgo di vivere un’esperienza onirica
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Tendo l’orecchio nel tentativo di cogliere una voce amica
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Capace di condurmi a Te , che intuisco in attesa
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In qualche spazio recondito al di là delle siepi
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Incarnazione di Arianna
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Pronta a porgermi il bandolo di quel filo d’oro
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Ch’è Poesia e impreziosisce il tessuto della mia vita
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Rivivo in sogno le mitologiche vicende di Ulisse , di Enea , di Teseo
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Di Faust e del Divin Poeta
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Pavento un risveglio in cui non Ti scorgo accanto
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Mia Penelope , mia Nausicaa , mia Arianna , mia Beatrice…
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Mia Laura.