ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

DARIO MANNARI

E' nato all’ospedale di Pontedera, dai cinque giorni di vita vive a Castellina Marittima, ‘In Papacqua’. Dall’età dei cinque anni ha sempre viaggiato, cercando nella profondità le radici dei popoli,  di solito con un camperaccio di famiglia; crescendo ha iniziato percorsi in solitario.  Si definisce un eclettico di spirito libero,un punto in  movimento, fin dall’adolescenza  si occupa di politica anche se ultimamente si ritiene tradito dalle angustie partitiche; cacciatore, allevatore di cani, amante della natura. La musica è l’essenza della vita particolarmente quella popolare o dove il testo racconta i turbamenti del convivere con l’anima. Da quindici anni segue l’organizzazione del festival MusicaW,  appuntamento annuale del mio paese. Il teatro è un parte importante della vita: ha lavorato come tecnico delle luci, tecnico di palco e costruttore scenografo per alcuni anni, da tre o quattro si è riavvicinato a questo ambiente in veste di attore dilettante. Dalla fine degli studi (sono diplomato in ragioneria) ha cambiato una quindicina di lavori cercando di provocare in me il cosiddetto “duende” (il folletto delle emozioni),  ma cadendo alcune volte in situazioni difficili dal punto di vista psicologico. La scrittura è sempre stata per lui la cura di questa condizione unica mano che lo sorregge in questo viaggio. Nell’anno 2005 consegue due riconoscimenti con la poesia America.Nel 2006 ancora un cenno positivo nel concorso Mediartisticamente con la poesia ‘Fogli’ A febbraio 2008  pubblica il mio primo libro ‘Fuori da Dentro’ con la casa editrice Il FILO distribuzione Murzia. Le poesie si Sposano spesso con la musica,sono invitato in importanti locali e manifestazioni musicale per la presentazione ed incontro importanti Cantautori del Calibro di Cristiano Godano,  Lindo Ferretti, Bobo Rondelli. Settembre  2008 “Fuori da Dentro” è secondo classificato al Premio“Carlo Cassola”  di Grosseto.

Ventre aperto,membra al vento,

pressione viscerale,

su un feto di bambino

disadattato.

Un lupo,  che vive rubando al gregge

e porta alla caverna della saggezza,

dove un cervello avvelenato elabora.

 

Sempre più stanco

Sempre più annebbiato

 

La mano che questa penna distanzia dal tavolo,

entra a pugno chiuso tra le labbra,

scheggia i denti, pian piano allarga le tonsille

e scivola giù nell’esofago.

 

Accarezza il cuore

in un gesto di compassione

Accarezza il cuore

in un gesto di sconfitta.

 

Il pugno si allarga

tra lo stomaco ed il ventre

In un movimento felino

Afferra l’ira

Strappa via

Le radici sono abbarbicate

Le radici non seccano mai

In un conato di vomito

la bocca si spalanca

riversando sulla mano stretta

ogni organo.

 

Disegna un arco perfetto

la  mistura di feci e vomito,

tra la testa nei ginocchi

ed il braccio lanciato.

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