ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

CHIARA LORIA

Nata a Genova, dove vive e lavora, ha composto liriche, alcune delle quali occasionalmente e sporadicamente pubblicate.Autrice di libri di didattica per l’infanzia, di testi e di saggi inerenti i percorsi evolutivi .Si occupa di educazione e formazione degli adulti ,  a livello individuale e di gruppo, privilegiando il modello gestaltico.

"L’interesse per il tema e  il simbolo del labirinto si riconduce alla stessa condizione esperienziale.L’esistenza si intrattiene, si spinge, si consuma, fugge, con aneliti diversi, per mille e mille stanze, in un non-luogo, in cui emotività, ragione, intelligenza e corpo, ininterrottamente, plasmano il processo di identità. Il labirinto dunque chiede di essere percorso, a volte violato, per permettere all’uomo ( al poeta, al musicista, all’artista …) di rivelarsi all’aperto, di ossigenarsi, a pieni polmoni fuori dal buio, senza recidere quel filo che, come cordone ombelicale “sui generis”,  garantisce continuità, nutre il cambiamento e la crescita, e riconduce  al  centro, al nucleo di tutto il percorso vitale. Ogni percorso psicologico che si esprime con l’azione introspettiva si sostanzia e si sintetizza dunque ( poesia, musica, opera letteraria o pittorica o plastica…) nel “labirinto”..(Chiara Loria).

HA UN NOME L'ARCO : BIOS....
 
         Un bagliore illumina il volto giovane
         chiuso nell'argentea cornice
         come in angusto sequestro.
         Venti anni non lasciano segni
         di malinconie , di solitudini
         e gli occhi splendono
         come fiori di fuoco.
 
Perfidia del tempo che passa...
 
         Mentre la luce si attenua
         ti trovi muta a fissare
         -come in un mitico specchio-
         il tuo vecchio ritratto.
         Alzi lo sguardo e incontri te stessa
         nella cornice lucida
         dello specchio appannato che non guardi più.
 
         Ti smarrisci...
Chi sei dunque
         se tu stessa ti disconosci?
 
         Il labirinto della vita
         ti si ripropone  ora oscuro e inestricabile
         come forse fu sconosciuto e lieto un tempo.
         Foggiato un altro volto,
         malinconico guitto infarinato,
         rispolveri piccole speranze,
         ramificate nell'anima
         come rughe
         che l'ombra della sera illude
         e il sole irride...
 
            Sei ancora tu.
         Ancora annaspi  con il tuo filo spinoso
         soffocando la fatica di dita scarnificate
         e invocando anche per te la pietà
di  un’Arianna  impassibile
nel suo silenzio osceno ed ostinato.
Sei ancora tu:
autunnale adolescente.

 

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