ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

ANTONELLA IACOLI

Dello stesso autore

 NARRATIVA   TEATRO   PITTURA

Antonella Iacoli è a Modena. Laurea in giurisprudenza, pittrice e scrittrice. Nel settore racconti sono risultata vincitrice Fiorino 2005, finalista Loria 2006 e “La folle stagione” 2006, finalista per la fantascienza N.A.S.F.3 2007 N.A.S.F.4 2008 e Braviautori.it 2008, finalista Inedto anziano 2008, 2° premio a Le affinnità elettive 2008, segnalata Crispano 2008. Nel settore pittura: 2° premio Inedito anziano 2006, finalista Inedito anziano 2007  

 
"Sognare eroi ed esserlo nel cuore, come a volte ci sentiamo ancora, contiene elementi che fanno pensare ai gironi danteschi, sempre ben separati ma ogni volta riconvocati a parte del tutto: così sono i miei cavalieri spesso discendenti degli dei, per strani incroci della mitologia cucita a festa, ma sbuffanti come tori: onirici e ideali, mondo dell’al di là e mondo letteral-sinfonico, elegie e parodie concentrate come il doppio brodo. Combattono tutti insieme, per anni, nel pentolone carnale. Oggi sulle scale romane, domani al tappeto e dopodomani ricominciano. A cerchio è fatta la loro vita: chi muore oggi vedrà l’amante o il nemico colpito domani. S’amano inseguendosi fino a sragionare perché non conoscono la pace se non per breve tempo ed è una pace che fuma di cadaveri. Il loro è un tragico destino circolare: i rivali si lodano prima e dopo l’assassinio, l’amata ferisce il suo signore e poi lo tiene tra le braccia mentre si fa freddo, le menti argute trovano l’oro senza scampare alla morte, che di tutti gli allori è il premio supremo e il lasciapassare per l’eternità.  (Antonella Iacoli)".

 

 
CAVALIERI
 
 
Sulle nuvole si costruiscono gabbie
d’Ettore amiche e d’Achille prigioniere,
nessuno può dirsi battuto finchè vive
così si ritenta all’alba l’assalto
o si cerca Sigfrido nelle grotte.
Le parole cozzano, si spezzano le lance,
il fumo denso dell’identità s’impenna dentro,
l’armatura è fatta di diamanti, ogni spigolo
un dolore, ogni scheggia il crudo piacere        
per ciò che nacque dagli dei.
 
Un soffio e piove tra le fessure degli elmi
è l’assedio che ha lacerato il biblico cuore.
Questa nostra gara ha bisogno di candore
trascina al lago le nebbie, disperde la ragione.
Appare il sole di quando rovinammo amanti.
Colpi parati e resi, riflessi d’eternità perduta
mi crolli in grembo e tremi. A più conforto
ti avrebbe condotto il mio sogno, Orlando,
che il tuo specchio devastato che ci guarda.
Domani sarò di nuovo tua trafitta da altri eroi.
 

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