ARTISTI LABIRINTISTI

POETI NEL LABIRINTO

 

 

 

ANNA MARIA DE CARLO

                                                                                                       

Anna Maria De Carlo è  nata a Taranto . E’ laureata in Scienze Politiche, Indirizzo Politico – Sociale, lingue Inglese/Francese (parificata a laurea in Sociologia), c/o Facoltà di Scienze Politiche di Bari(Tesi di Laurea in Antropologia Culturale , voto 102 / 110, conseguita il 5 marzo 2003. Ha svolto il Corso di dizione E Teatro 1997-1998, presso L’ A.N.P.D. e T. Associazione Nazionale Promozione Danza e Teatro Accademia Danza e Teatro diretta da Paolo Laruccia e il Corso di “Linguaggio del Corpo”, organizzato dall’ Istituto CSR-CNV Centro Studi e Ricerche sulla Comunicazione Non Verbale (sede: Gorizia - Padova (Italia), il Corso di Scrittura Creativa e Consulenza Filosofica “Dell’Eroico Furore-Fucine Letterarie” ideato e condotto da Michelangelo Zizzi. E’CORISTA "voce contralto" nel Coro Polifonico dell’Associazione “Il Poggiolo” diretto da Maria Teresa Gissi, docente presso il Conservatorio di Bari. (1996-1998), nella Band Rhythm and Blues "T N T"  di  Bari (1996-1998) e nella Band Country "RODEO EXSPRESS" di Taranto (1999-2OO1). Ha esperienze cinematografiche: E’ attrice e presentatrice. Le sue poesie sono nei siti; http://www.pensieriparole.it/poesie/autori/a/anna-maria-de-carlo/pag1, http://www.neteditor.it/users/anna-maria-de-carlo, http://www.scrivere.info/biografia.php?autore=6353, http://www.ewriters.it/autore.asp?ID=5168

 

 

Distanza d'avvicinamento.

Il desiderio è il traguardo,
la lentezza e la giusta distanza l'andamento,
l'esitazione diventa perfezione
e di essenze l'autentica unione.

  

Nutrimento nuovo.

Vorace indomita fiera
tra arbusti e sentieri s'insinua,
la carne del poeta vuole addentare,
nutrimento nuovo,
emozioni da ingurgitare.

Compiaciuta del sapore,
ebbra del suo ingegno,
alla tana può tornare
col desiderio di una nuova incursione.

 

Cristalli di vendetta.

La fuga di un lui
da seducenti catene di possesso
e dalla fame di sesso
di una serva,
in preda all’ossessione,
del languore d’amore.

L’abbandono, la rabbia, il sospetto,
l’odio feroce che scorre,
un colpo folle,
esplosione di cristalli
che vorrebbero insanguinare carni.

Ma la vendetta è una cicatrice profonda
che il senso di colpa infetta,
una vergogna da non poter mostrare,
un’impotente disperazione
che la fuga di lui non ha potuto evitare.

Anna Maria De Carlo ( ispirata dalla rottura del lunotto subita per mano di donna immotivatamente gelosa di un lui che assolutamente non volevo sottrarle!!).

 

Monito alle DONNE

Stupida la competizione tra donne,
corrotta corsa a staffetta,
tutte impegnate a primeggiare
in certe gare,
nel cui trofeo ambito
il tradimento è ben celato.

Schiave di combattimento in anfiteatro
con l’ossessione di trionfare,
pronte, senza regole, a schiacciare
la dignità e l’onore.

Seguono, pedinano, infide amicizie fingono
per l’avversaria circuire
e i suoi punti deboli identificare.

Belve inferocite da desiderio e fame d’amore,
cuori già malati con artigli si perforano,
brandelli di carne di morte speranze
si strappano,
preferendo sanguinare piuttosto che rinunciare.

Dal proscenio, l’Imperatore famelico
di fresca selvaggina,
narciso, l’ego tronfio si ammira,
gode del massacro delle rivali
e quando la carneficina lo comincia ad annoiare,
da nuove vittime sedotte si fa portare
in fallocratica processione.

Concludo con monito e scrivo,
donne,
invece di scendere nell’arena a lottare,
accettare il ruolo di vittima sacrificale,
bisognerebbe quel re malefico spodestare,
le sue menzogne disvelare,
burlarsi di lui, cinicamente giocare,
per umiliarlo e lasciarlo di bisogno morire.

 

Nuovo incontro o anche speed date, se vi piace.

 

Nel gioco al massacro
un nuovo carnefice incede,
con sguardo ipnotico e odore che invade.

Il profumo dai tre accordi
è fratello del respiro,
la trasfigurazione del desiderio.

Il sangue infuocato
fa capriole nelle vene,
la vittima gode, ignara dello squarcio futuro,
il presente ignora ogni domani
e il probabile, inopportuno,
abbandono.

 

L'anello perfetto. (La vera storia del mio "primo" e, per fortuna, "ultimo" anello di fidanzamento!)

 

Il pegno d'amore,
la meta e i solenni sponsali,
una donna realizzata, l'uomo ideale,
per sempre il suo amore, i figli, il focolare.

Principessa dalle dita perfette,
del suo HAREM, una delle predilette,
un lampo, la giusta percezione e rinsavì,
lei non era certo la sola per quello lì.

E così,
quell'anello maledetto,
dalla morbida scatola di gioielleria di tutto rispetto,
per troppo poco cinse il prescelto anulare
tra lucide unghia laccate e il profumo giusto d'amare.

Precipitò dal girevole ponte
lanciato da un finestrino aperto
al centro dei due mari
e tra le due sponde,
così che spinto dalle correnti,
tra pesci, alghe e natanti,
potesse far bella mostra di sè
il falso simbolo di due ex amanti.

 

..."Non male" evitare..

Acque calde smeraldo devo evitare,
perché non vi saprei nuotare
e in un abisso accogliente potrei sprofondare.
In luoghi altrove devo fuggire,
perché in quel calore potrei annegare, non respirare.
Quel "non luogo" è "non male" evitare.

(Dedicato ad un finto amore nocivo che ho voluto evitare!)