ARTISTI LABIRINTISTI

PITTORI NEL LABIRINTO

 

 

 

MARIO SFARZO

Mario Sfarzo nome d'arte di Maurizio Bongiovanni abita a Rozzano (Milano)Assistente Fotografo, Filmaker, Pittore, Grafico.Master in Urban Designer  Design multimediale dei luoghi collettivi, Selezionato dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual per l’iniziativa Look Book, www.look-book.tv  Premi: 2005 Seven “Everything goes to hell” a cura di Maurizio Sciaccaluga Palazzo Pretorio Certaldo (Firenze); 2004 Vincitore del Premio Nazionale Canon Giovani Fotografi con relativa mostra nella Galleria Grazia Neri, via Maroncelli 14, Milano (a cura di Denis Curti); 2004 “Il volume delle labbra” Storie metropolitane senza ombra di lifting Galleria Luciano Inga Pin Contemporary Art,via Pontaccio 12/A, Milano; 2004 Libreria Bocca, via Molino delle Armi 5,Milano; 2003 “Angeli” Libreria Babele, via San Nicolao 10, Milano 

 

"Il labirinto rappresenta una dimensione dell’anima da cui oggi non si riesce più a prescindere. L’uomo contemporaneo si è chiuso nel labirinto del proprio vivere interiore, oppresso e ripiegato su se stesso, nel riconoscersi in vite spese in modo inautentico e scandite dal tempo nullificante della quotidianità. Il labirinto è il luogo da cui per definizione bisogna uscire. L’arte riveste l’importante compito di rappresentare, attraverso le sue forme espressive, il labirinto dell’anima umana rendendo in parte visibile la via che conduce verso l’uscita. Talvolta, il labirinto è un luogo circolare, un luogo in cui inizio e fine tendono a coincidere in un rimando senza termine. Un luogo in cui non vi è la ricerca della via d’uscita, unica percorribile verso la salvezza, ma la volontà di vivere il mondo come luogo chiuso nel suo assurdo non-senso, nell’accettazione che questo sia l’unico dei mondi possibili. L’opera che ho scelto per rappresentare questa tematica è volutamente un rimando alla circolarità del pensiero e del vivere contemporaneo, la cui unica via d’uscita è il rimando inconscio all’eterno ritorno, di un mondo senza tempo e come tale, senza entrata e senza uscita (Mario Sfarzo)".