MANIFESTO DEL LABIRINTISMO PEDAGOGICO 
 
 

Nel corso del ‘900 le scienze vivono una fase di trasformazione parallelamente all’umanità, che entra in una fase di transizione, di crisi: la chiarezza scientifica, le certezze entrano in crisi. A questa crisi generale che coinvolge ogni ambito della vita sociale, che potremmo chiamare ambito macro, corrisponde a livello micro la crisi individuale, del soggetto, che perde ogni riferimento forte ed è incapace di determinare con sicurezza la propria identità, di pianificare il proprio vissuto: la condizione dell’uomo contemporaneo è quella di incertezza, nichilismo dei valori, caducità, precarietà. Per comprendere la realtà non possiamo più, come faceva la scienza classica, ridurre, sminuzzare, frazionare un fenomeno in tante parti (riduzionismo e separazione), né prendere solo in considerazione il tutto, la totalità di un fenomeno (generalizzazione). Si sceglie allora un “tipo di spiegazione in movimento, circolare, una spiegazione per cui per cercare di comprendere un fenomeno si va dalle parti al tutto e dal tutto alle parti” (Morin, Le vie della complessità). Il Labirintismo propone un percorso dedalico di approcci, proposte, in quanto il processo di Insegnamento/Apprendimento è un sistema dinamico che include diversi protagonisti e prende in considerazione molte variabili: non ci può essere un metodo unico, precostituito, calato dall’alto, ma sono necessarie una serie di proposte che siano calibrate su di una classe concreta, sugli alunni e i loro bisogni.

dr.ssa Anna Laura Fani

 

Il Labirintismo riconosce come suoi fondamenti ideologico-filosofici:
·    la teoria della relatività di Einstein, per cui diviene fondamentale il dittico dell’hic et nunc in quanto spazio e tempo non sono che concetti relativi e per di più convenzionali,
·    il principio di incertezza o indeterminazione di Heisenberg, per cui cade la legge causa-effetto,
·    la teoria del caos, per cui c’è una continuità e complementarità tra ordine e disordine, c’è un continuum tra equilibrio e disequilibrio,
·    il teorema di incompletezza di Gödel, per cui esistono problemi irrisolvibili scientificamente,
·    l’ologramma di Gabor, per cui il tutto è nella parte e viceversa, così come ogni cellula del nostro corpo contiene in sé le informazioni di tutto l’organismo,
·    l’effetto farfalla di Lorenz, per cui anche la più piccola e apparentemente insignificante causa può portare a enormi cambiamenti,
·    il paradosso di Bohr, per cui ogni fenomeno è costituito da infinite interzioni che è impossibile calcolare
Tali principi filosofici labirintisti hanno rimesso in discussione tutti gli ipse dixit, le certezze della conoscenza scientifica e hanno evidenziato che la verità assoluta non esiste, la relatività ha soppiantato l’assoluto, non può esserci nessun a-priori e nessun dogmatismo.

prof. Massimiliano Badiali- dr.ssa Anna Laura Fani

Su You Tube la presentazione del Movimento e il Manifesto del Labirintismo
http://www.youtube.com/watch?v=Ga-p9Y-t4HA
http://www.youtube.com/watch?v=mNFyRis_Ows

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