|
Nel corso del ‘900 le scienze vivono una fase di trasformazione parallelamente all’umanità, che entra in una fase di transizione, di crisi: la chiarezza scientifica, le certezze entrano in crisi. A questa crisi generale che coinvolge ogni ambito della vita sociale, che potremmo chiamare ambito macro, corrisponde a livello micro la crisi individuale, del soggetto, che perde ogni riferimento forte ed è incapace di determinare con sicurezza la propria identità, di pianificare il proprio vissuto: la condizione dell’uomo contemporaneo è quella di incertezza, nichilismo dei valori, caducità, precarietà. Per comprendere la realtà non possiamo più, come faceva la scienza classica, ridurre, sminuzzare, frazionare un fenomeno in tante parti (riduzionismo e separazione), né prendere solo in considerazione il tutto, la totalità di un fenomeno (generalizzazione). Si sceglie allora un “tipo di spiegazione in movimento, circolare, una spiegazione per cui per cercare di comprendere un fenomeno si va dalle parti al tutto e dal tutto alle parti” (Morin, Le vie della complessità). Il Labirintismo propone un percorso dedalico di approcci, proposte, in quanto il processo di Insegnamento/Apprendimento è un sistema dinamico che include diversi protagonisti e prende in considerazione molte variabili: non ci può essere un metodo unico, precostituito, calato dall’alto, ma sono necessarie una serie di proposte che siano calibrate su di una classe concreta, sugli alunni e i loro bisogni. dr.ssa Anna Laura Fani
prof. Massimiliano Badiali- dr.ssa Anna Laura Fani |
Webmaster Prof. Massimiliano Badiali Copyright 2006-2010 All rights reserved