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ARTISTI LABIRINTISTI NARRATORI NEL LABIRINTO |
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Floriana Villani è nata a Salerno e abita
a Roma E’ un Tecnico Teatrale (addetta ai costumi-aiuto regista) Essere o non Essere
La Penombra….la penombra che non riesce a scacciare questi suoni assordanti….ed io che sto lì, cercando di creare un momento tutto mio ove non ci siano suoni o rumori indesiderati. Ove ci sia solo quello che la mente può creare. Cerco di concentrarmi ancora di più…mi sforzo di trovare qualcosa nella fiammella della candela che caparbiamente continuo ad osservare e che oscilla come mossa da un venticello dispettoso. Ed ecco che….la mente, comincia a scivolare….Mi sento leggera ,come una piuma trasportata dal vento. Ed è il vento quello che mi prende e mi porta lontano, abbandonandomi infine sulla riva del mare. Ed io sto lì, come un pezzo di legno sbattuto sulla battigia dalla risacca, godendomi il fresco dell’acqua estiva. Ma dopo un po’ sono già annoiata, non è questo che cerco, non è la tranquillità, non è la solitudine, è qualcosa di più….Sto mentendo a me stessa ,mentre l’acqua continua a farmi rotolare sulla sabbia che ogni tanto riesce a graffiarmi la pelle. Una conchiglia mi si attacca all’orecchio, senza che io possa far nulla per scacciarla. Il rumore del mare ora, è amplificato, cerco inutilmente di staccare la conchiglia ma lei è attaccata a me come qualcosa di maligno, le spirali del suo carapace stanno per imprimersi nella mia carne. All’improvviso, quando ormai stanca di lottare con il mollusco,il mare sta per riuscire a catturarmi trascinandomi lontano dalla riva, sento avvicinarsi il suono. All’inizio è un sibilo strano che trapana il cervello ed aumenta d’intensità sempre più, fino a farmi urlare dal dolore, poi….pian piano si attenua, trasformandosi in una musica strana, che sembra lenire le ferite dell’anima. Ma quello che mi sorprende di più è il canto, un canto dolcissimo ma che a volte tocca delle punte aspre, facendomi rabbrividire. La melodia venuta dal Nulla, mi cattura, sollevandomi al di sopra delle nuvole e trascinandomi con un vortice di emozioni in un mondo pieno di colori che mi stupisce per la diversità della sua essenza. Qui tutto è palpabile, la gioia, il dolore, l’amore….ed è quest’ultimo che mi prende, facendomi fare un tuffo a capofitto nel Blu. Grido! Il mio urlo è fortissimo. Ho paura di cadere, di schiacciarmi senza essere riuscita ad afferrare quello che voglio, quello per cui forse, ora sono qui. Il mio grido divide le emozioni, crea colori contrastanti, sprazzi di luce salgono in alto, prima sfiorandomi nella risalita e poi, riconoscendomi, mi circondano accompagnandomi nella caduta. Sono i colori che mi sostengono, che mi frenano, che mi abbracciano creando intorno a me un cuscino di aria calda che mi fa planare dolcemente nel verde sfumato della nuova dimensione. Mi ritrovo per terra, stupita, e guardandomi intorno incredula, scopro di essere in bilico su di un’altura che degrada a capofitto di nuovo sul mare. Istintivamente, cerco di mettermi al sicuro facendo un passo indietro, ma…..alzandomi di scatto, mi accorgo che dietro di me la terra è sparita. Non so che fare, la paura m’immobilizza impedendomi di fare qualsiasi cosa. Sono ferma lì, su di una piccola striscia di terreno in bilico sul mare, che agitandosi all’improvviso, sembra innalzarsi sempre di più per catturarmi. Perché nessuno mi aiuta? Perché tutto sembra volermi contemporaneamente afferrare e respingere? Io non voglio Essere qui. Io voglio….si, io voglio……ma cos’è che…. Perché non riesco a parlare con chiarezza a me stessa? Io voglio….Tornare indietro, nel grigio della mia falsa esistenza, dove tutto è normalmente noioso e rassicurante…..Sono sicura? È veramente questo che voglio? Devo decidere, devo fare in fretta, prima che il mare riesca a catturarmi. Il primo schizzo gelido mi raggiunge la faccia facendomi trasalire, il secondo mi bagna la bocca rassomigliando ad un osceno bacio datomi dal Nulla. “ Decidi, ti prego decidi”, dico a me stessa. “ Fai in fretta”. Sono in bilico fra la non conoscenza e la sicurezza del contrario. Ed ecco che mentre il mare comincia lentamente a lambirmi le gambe aprendosi facilmente il varco per risalire sempre più su, ecco che decido. Non posso, non posso tradire me stessa…assoggettarmi alla quotidianità solo per sopravvivere, io non sono così, non voglio questo…..e finalmente, un urlo sgorga dal mio petto. E’ così forte che assorda anche me, riesco a decifrarlo prima che l’acqua mi raggiunga la bocca e, nello stesso istante in cui lo capisco, esso di scatto mi porta lontano. E sentendomi trasportare, continuo ad urlare, mentre l’Eco mi riporta la parola “ Essere….Essere….Essere”. e tutto ridiviene colore, la violenza delle sue tonalità ferisce gli occhi, ma non importa…sto planando in una terra sconosciuta dove tutti camminano a testa in giù, ma non mi sento minimamente fuori posto. Rialzandomi, dopo la piccola caduta, mi adeguo subito al luogo, poggio le mani a terra cominciando a camminare. Qualcuno mi saluta accennandomi un sorriso ed appellandomi con un nome che non ho mai avuto. Ma non importa, ora sono felice, so che il mio viaggio è appena iniziato e che scoprirò cose bellissime e meravigliose che restando dov’ero non avrei mai potuto vedere. So anche che non tornerò mai indietro. Ce l’ho fatta….sono riuscita a fuggire. “LORO”,non lo sanno, e questa è la mia grande vittoria. “LORO”, credono ancora che io sia chiusa qui, in questa stanza con le sbarre alla finestra dove ogni tanto qualcuno, viene a farmi domande idiote. Ma non sanno….che quella è soltanto la mia Ombra. Perché io, ora, in questo momento, mentre “LORO” guardano la mia falsa immagine dallo spioncino, sto prendendo il the seduta su di un fungo enorme, conversando amabilmente con un Mandarino Cinese, mentre sorridendo fra me e me penso…:” Ve l’ho fatta, sono libera”. E voltandomi lentamente verso il signore, che inutilmente da mezz’ora cerca di parlarmi nello stretto della mia stanza, dico :”Per favore, ora che andate via, non dimenticate di chiudere a chiave la porta. Sapete……………potrei fuggire!”.
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