ARTISTI LABIRINTISTI

NARRATORI NEL LABIRINTO

 

MASSIMILIANO BADIALI

Dello stesso autore

 POESIA  SAGGI CRITICI  TEATRO

IL LABIRINTISMO NARRATIVO

Il Labirintismo narrativo registra l’assurdità dell’esistenza umana in un mondo chiuso, anulare e delirante fra i ricordi, oppresso da un senso di clausura che nasce dall’isolamento e dallo spazio ambiguo del microcosmo dell’io. L’universo concretamente incommensurabile dello scrittore labirintista recinge, allo stesso modo, nelle proprie attività, eroi ormai schizoidi e dissociati, liberamente raccolti dalle teorie di Freud, che si schierano su di una nuova frontiera del linguaggio, tradotta dai più profondi recessi della psiche. Come irresoluti "Ulisse", i personaggi labirintisti logorano la loro azione, incalzati dai propri sommovimenti interiori. L’arroccamento interiore nel dedalo dell’io  suggerisce nuove tecniche di rappresentazione per una scrittura, che si attua nella perdita della superficie, nel labirinto della percezione del nuovo rapporto che si instaura fra lettore e narratore:  una scrittura ricca di continui echi e rifrazioni su se stessa, ebbra di paralessi, prolessi e anacronismi, d’’incastri e di raddoppi che conducono alla propagazione di più voci narranti e affrescano un orizzonte ostruito o reiterato, che compone e ricompatta anularmente il cammino dell’io nel labirinto. La dimensione scritturale diviene circolare, indistinta fra interno ed esterno ( per gli incastri, i cerchi ), poiché esemplifica gli affondamenti nell’universale voragine del nulla, e la concezione di assurda casualità e impenetrabilità del reale. Il Labirintismo propone quindi una scrittura rovesciata dal suo tragitto rettilineo.. in apparenza assurda, informe e contraddittoria, ma in realtà esperienza sensibile dello scrittore-lettore. Ogni grafema e morfema scritturale labirintista è intarsio irripetibile del puzzle della coscienza, poiché lo scrittore labirintista risale dal proprio microcosmo anulare e diventa protagonista di un’avventura onirico-metafisico-estatico-esoterica : la scrittura è il filo d’Arianna che permette l’esodo dal labirinto.

prof. Massimiliano Badiali

"Il labirintismo non è solo una corrente artistico-letteraria, ma è un modo di concepire la vita attraverso l’arte. Dato che l’uomo moderno si è inevitabilmente arroccato nel proprio labirinto interiore, impastoiato dal male di vivere, l'arte deve porsi come mezzo conoscitivo e terapeutico per far uscire l’io dal labirinto. Lo scrittore, il poeta, l’artista e l’uomo comune sono ormai schizoidi e dissociati, irresoluti "Ulisse", incalzati dai propri sommovimenti interiori. E’ la "deiezione dell’esserci" a porre l’uomo in una prospettiva priva di referenti fisici e possibilisti, in un’attesa stagnante ed anulare, incarnazione di un’esistenza perennemente delusa, le cui dimensioni spazio-temporali conducono irridentemente al nulla. La solitudine e l’incomunicabilità rendono l’uomo moderno monade: rispetto al tempo cronologico o tempo di produttività, l’arte deve rivolgersi all’istante dalla coscienza. La vita è, infatti, un mondo chiuso, anulare e delirante fra i ricordi, oppresso da un senso di clausura che nasce dall’isolamento e dallo spazio ambiguo che viene percepito come qualcosa di soffocante in cui l’orizzonte, inoltre, appare sull’orlo di due voragini, quella del dedalo esterno (o mondo), quella del dedalo interno (o io). La perdita della superficie affronta l’ineluttabilità della morte soppesando incommensurabilmente l’io e la propria esistenza, sorpresi a rischiarare debolmente gli effetti del caos e della contraddizione, impenetrabili testimoni del reale. Se il mondo è un magma assurdo, informe e contraddittorio, per l’estrema illogicità degli eventi a cui l’uomo è sottoposto, in sostanza la Weltaschauung del Labirintismo propone l’avventura del labirinto che diviene la storia di chi torna a galla dal dedalo della personalità e diviene consapevole del proprio inconscio. Solo chi conosce e libera l’inconscio dal labirinto, abbandona il pecorismo ideologico e non ferma la propria vita, adottando maschere (che, seppure negative in quanto inautentiche e causa di psicosi ed ossessioni, sono l’unica soluzione possibile per continuare a vivere) per esorcizzare il dolore. Il Labirintismo è una visione della vita attraverso l’arte, che deve liberare l’uomo dalla schiavitù del proprio Super-io. Il Labirintismo è una corrente in fieri che attende l’apporto di poeti, scrittori, pittori, artisti, fotografi e attori che esprimano attraverso l’arte la redenzione dal labirinto. L'arte è il filo d'Arianna che permette l'esodo dal labirinto. (prof. Massimiliano Badiali).

Massimiliano Badiali è nato ad Arezzo il 24-08-72. Gran parte della sua vita è dedicata allo studio. Nel 91 ottiene la Maturità Classica, nel 96 la Maturità Magistrale, nel 97 il Diploma di Scienze Religiose. Nel 99 si laurea in Lingue a Firenze e da quest’anno inizia ad insegnare ed esperimenta l’insegnamento in ogni ordine e grado di scuola.  Nel 2000 escono i racconti e le novelle contenuti in Miraggi di sole pubblicati da Oceano Edizioni Sanremo 2000. Nel 2000 pubblica Habere artem, da Ed. I Miei Colori, Pontassieve, 2000. Traduce Sterminio del mio fegato di Werner Schabb, Les Très Riches Heures et Ecrire c’est tout un roman di Jean Rouaud e la traduzione in francese delle poesie di Andrea Salvatici con gli allievi della SSIS di Firenze. Nel 2005 esce La malattia mortale con prefazione di Mario Luzi, Ed. Universum, Trento-Messina, 2005. Ha ricevuto molti premi tra cui La Disfida di Barletta 2003 con la poesia Habere Artem. Partecipa come articolista sulla rivista di Bellami. Ha fondato il Labirintismo. E' Presidente della Onlus Mecenate di Arezzo ed e' presidente di Giuria del Premio di Arte Mecenate e del Premio Piero della Francesca ha svolto moltissime manifestazioni tra cui Poeti dal Labirinto del 13 ottobre 2007, L'Olocausto Un Incomprensibile Sterminio Giornata della Memoria 27 Gennaio 2008 e la Manifestazione Poesia del Cuore.

Profilo umano di Massimiliano Badiali, fondatore del Labirintismo 

E’ un grande amante di diligenza, scrupolosità, puntualità, rigore, meticolosità. Pianificatore nato, non lascia niente in balìa della casualità e studia ogni cosa, anche nei particolari apparentemente insignificanti. Sagace, ponderato, pragmatico e talora un po’ fiscale, Max è un uomo di cui ci si puo’ fidare. A volte radicalizza, forse fino ad un non troppo sfumato autolesionismo, la sua esigenza di ottimizzazione delle cose. Molto vigile sui dettagli, è sempre diligente e perfetto, estremamente riflessivo. Queste caratteristiche, nondimeno, rallentano talora le sue decisioni o, comunque, lo fanno esitare. Aborrisce l’aggressività in ogni sua manifestazione ed è sempre pronto a fare da paciere, con comportamento affabile ed indulgente. Non inficia mai le sue convinzioni, che rappresentano topici punti fermi della sua vita e che lo fanno vivere in una certa tranquillità, elemento, quest’ultimo, che è un’istanza inderogabile della sua esistenza. Il temperamento spontaneamente discreto e circospetto, non scèvro di una certa introversione, gli inibisce, non di rado, di manifestare i suoi reali sentimenti. In amore lascia più spazio alla riflessività che alla emotività. Talora puo’ persino dare l’impressione di essere terrorizzato dai sentimenti. Intrinsecamente, tuttavia, necessita di una relazione profonda e stabile. Nondimeno, sarebbe errato ritenere che sia proclive a lasciarsi irretire da una donna qualunque. Per contro, lascerà calare gli scudi esclusivamente nella convinzione di trovarsi veramente al cospetto di quella donna degna di fiducia, costruttiva, perspicace, di leggiadro aspetto, di bon ton, di self-control…la donna priva di difetti della sua esistenza! Se, quindi, le nebbie saranno dissipate ed il bunker prolasserà, affascinerà la compagna con i suoi tempi non convulsi ed armonici, trasmettendole certezza ed equilibrio Il suo riserbo ed il suo charme di un’ epoca andata, la garanzia di amore, diventeranno poi motivo di equilibrio e continuazione negli anni a venire. Il suo riserbo lo conduce, a volte, ad un freno per quel che concerne la manifestazione del suo amore. Per lui è d’obbligo analizzare la realtà contingente, approcciandosi alla donna in cui trova interesse, con circospezione estrema. Dapprima è interessato all’aspetto amicale, per, così, essere in grado di osservarla con calma, a 360 gradi. Soltanto dopo manifesterà i suoi sentimenti. Non ama le finzioni ed i mimetismi. Ama le persone empatiche e saggie. Ha un “parossistico” senso critico. Le sue parole d’ordine sono: circospezione, prudenza, armonia, attendibilità. La sua razionalità prevale, quasi sempre, sui sentimenti. Esige repliche esaustive e particolareggiate. E’ un saggio consigliere. Troppo modesto ed autocritico.  Grande organizzatore. Scrupoloso, elegante. Vuole comprendere e apprendere. Ha bisogno di tenere la situazione costantemente sotto controllo e, questo, gli puo’ dare qualche disturbo neuro-vegetativo.

                                                                                                                                                                                                                                                 Mauro Montacchiesi

Su You Tube la presentazione del Movimento e il Manifesto del Labirintismo

LABIRINTO ZERO

PRESENTAZIONE

LIBRO DI MASSIMILIANO BADIALI IDEATORE DEL LABIRINTISMO

PRENOTA

 

ANTOLOGIA DEL LABIRINTISMO
PRESENTAZIONE COMUNE DI MINTURNO 5 DICEMBRE 2009
OSPITE D'ONORE MINTURNO 6 DICEMBRE 2008
OSPITE D'ONORE MASSIMILIANO BADIALI FONDATORE DEL LABIRINTISMO
 
I LABIRINTISTI LUCIANO SOMMA, MASSIMILIANO BADIALI, IRENE SPARAGNA, MAURO MONTACCHIESI E AURELIO DE ROSE
        
            MASSIMILIANO BADIALI

 

INTRO

Fotografia del fondatore del Labirintismo

LABIRINTO ZERO
Manifesto Eziologico del Labirintismo

NEL LABIRINTO DI BASENDOLF

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LE FAVOLE

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