ARTISTI LABIRINTISTI

NARRATORI NEL LABIRINTO

 

 

ANTONIO PASCARELLA



Antonio Pascarella abita a Firenze, ha il titolo di maturità classica conseguito nell’anno 1977 al liceo classico G. Carducci di Bolzano. Laurea in ingegneria elettronica conseguita nell’anno accademico 1982-83 presso l’Università degli Studi di Bologna. Nel 2005 ho pubblicato un libretto di racconti per bambini dal titolo “Alex, il fratellino pestifero” con la casa editrice “I fiori di campo”.


"L’interesse per l’inconscio nasce dalle letture di Freud negli anni giovanili. Dopo aver letto qualche libro di Freud inevitabilmente il punto di vista verso sé stessi e verso gli altri cambia drasticamente. In anni più recenti però è subentrata in me una certa delusione nel vedere trattato il tema in maniera molto superficiale. Soprattutto in campo aziendale mi è capitato di frequentare svariati corsi in cui ho visto predominare la banalità più assoluta. Ma come potrebbe reagire l’inconscio nei confronti di un dilettante che si accinge al suo studio? (Antonio Pascarella)"
 



L'
inconscio




Non sono abituato a lamentarmi del mio lavoro, ma adesso è davvero un momento di merda.
Ma lasciate che mi presenti, effettivamente non sono abituato a stare al centro dell’attenzione, anzi.
Sono il subconscio di Antonio e rimpiango i miei avi che svolgevano il loro lavoro dietro le quinte, senza essere osservati, in completa autonomia. E’ chiaro che non potevano essere disturbati da nessuno, neppure si sapeva che esistessero.
Tutto è cambiato per colpa di quel maledetto psicanalista austriaco, che invece di farsi i cavoli suoi è andato a ficcare il naso dove non avrebbe dovuto.
Adesso son lì tutti a guardare cosa fa l’inconscio, cosa suggerisce l’inconscio, cosa nasconde l’inconscio. E che bel ritratto ha prodotto! Almeno ci avesse messo in bella luce. Macché. Secondo lui un uomo per natura è buono, è nato solo per fare il bene degli altri, mai si approfitterebbe di una situazione favorevole, però poi c’è l’inconscio che lo istiga al male.
Una volta c’era il diavolo che si beccava tutte le colpe per le malefatte degli esseri umani, ma adesso con l’avanzare del sapere e della scienza, la favola del diavolo non regge più. Ci voleva qualcosa di più moderno, di più sofisticato, in poche parole un capro espiatorio, che reggesse il passo con i tempi e così hanno tirato in ballo me.
Ma si può lavorare in queste condizioni, dico io!
Pensate al lavoro del grande cardinale Mazarino, che dirigeva un regno intero standosene dietro le quinte, senza mai comparire in prima persona. Con le sue influenze i suoi intrighi era persino più potente del re, senza mai sporcarsi le mani.
Ve lo immaginate ora un suddito di sua maestà che entra nella sala del trono e trova il re inginocchiato vicino ad una porta a spiare i movimenti del suo gran ciambellano che a sua volta, dall’altra parte della porta, sta origliando il suo re?
No non ne posso proprio più.
In questi giorni per esempio avrei da svolgere un compito importante, ma abbastanza delicato.
Antonio è in una fase di stanca, a volte capitano questi momenti nella vita. Dovrebbe prendere delle decisioni importanti o quanto meno provare a percorrere qualche nuova strada.
Però è un sacco di tempo che cincischia e non si decide. Sarà la sua pigrizia o il fascino strano cha a volte riesce ad avere perfino il tran tran della vita quotidiana, fatto sta che ci pensa e ripensa, riflette e medita, ma da questo rimescolamento di neuroni non salta fuori un fico secco.
In tempi normali avrei saputo come agire. Una notte gli avrei passato il sogno di un bel calcio nel culo. La mattina seguente non si sarebbe ricordato neppure un piccolo frammento del sogno, ma inspiegabilmente si sarebbe sentito investito da una bella dose di energia positiva. Se poi non avesse funzionato al primo colpo avrei potuto ripetere la cura nel tempo, come i richiami dell’antitetanica. Ma adesso mica è così facile!
Tanto per cominciare si è studiato tutte le tecniche per ricordare i sogni, per cui la mattina si alza e diligentemente scrive ogni particolare sul suo bel quadernino.
Dopo aver trascritto tutto per bene, eventualmente inventandosi di sana pianta i ricordi più confusi e riadattando quelli che gli piacciono meno, passa all’interpretazione.
E qui vi lascio immaginare i danni che è capace di fare.
Innanzitutto ho imparato che certi parti anatomiche del corpo umano non possono essere menzionate. Ma tu dimmi se anch’io debbo essere investito dalla moda del “politically correct” che adesso va tanto di moda.
Infatti appena lette le prime righe del suo sogno scatterebbe l’allarme. Ecco l’interpretazione: le tendenze omosessuali presenti in ogni essere umano e tenute debitamente a bada si stanno agitando nell’inconscio e rischiano di venire a galla. Maledetto inconscio! E se la prende con me.
Se potessi darglielo davvero un calcio nel sedere, ma mica in senso metaforico!
Comunque la morale è che debbo trovare un altro messaggio da inviargli.
Ho pensato a questo punto di proporgli l’immagine di una persona attiva, energica, impegnata in un’attività lavorativa, da cui stesse evidentemente traendo soddisfazione.
Devo prestare però particolare attenzione a tutti i dettagli, anche a quelli che a prima vista potrebbero apparire insignificanti
Naturalmente neanche pensare ad una donna come protagonista. Se gli passo l’immagine di una ragazza carina scattano tutte le fantasie possibili ed addio messaggio.
Se invece gli propongo una donna brutta già mi immagino i commenti del giorno dopo:
“Ecco una volta che mi capita di fare un sogno, invece di trovarmi in un’isola deserta con Claudia Shiffer, mi ritrovo a lavorare con la sorella brutta della Befana. Possibile che proprio a me doveva capitare l’inconscio più deficiente del pianeta!”
Potrei allora provare con l’immagine di un suo collega intento nel suo lavoro.
Avete già capito vero che non funzionerebbe!
Lo sento già raccontare: “Era un sogno strano, c’era un mio amico, stava lavorando con me ed io mi sentivo stranamente attratto da quell’attività. Ma quello che non riesco a capire è perché quell’idiota del mio inconscio continui ad insinuare ed ad incoraggiare pulsioni omosessuali, che io assolutamente non ho.
Possibile che non mi capiti mai di sognare una vacanza ai Carabi con una velina, come sognano tutti i miei amici?”
Così io non sono caduto nella trappola, anzi questa volta ho avuto un’idea geniale. Qualche volta mi capita.
Niente oggetti o soggetti strani, tanto per quanto io mi sforzi e faccia appello a tutta la mia creatività per inventare delle immagini suggestive lui è molto più creativo di me nel trovare le interpretazioni sbagliate.
Così mi sono detto perché non utilizzare il soggetto stesso?
Ho progettato un sogno bellissimo, ricco di particolari e davvero curato in ogni più piccolo dettaglio.
Mi piacerebbe potervelo mostrare, potreste rendervi conto del capolavoro che sono riuscito a creare.
Avrei dovuto fare il regista, se solo ne avessi avuto la possibilità…
Il sogno inizia con la scena di un ufficio ben illuminato, le scrivanie sono allineate e ben ordinate, i computer accesi.
Aleggia indefinita una sensazione di un lavoro difficile da svolgere, un lavoro improrogabile, ma forse ricco di soddisfazione, una volta portato a termine.
Antonio è seduto sulla sua scrivania, immerso nelle sue carte, appunti, relazioni, una mezza dozzina di libri sparpagliata attorno.
Dalla finestra alle sue spalle filtra quella luce speciale di fine primavera. Questo è un tocco da maestro, so che a lui queste atmosfere primaverili piacciono tanto.
E’ il ricordo dei giorni andati, dei primi amori che sbocciavano a primavera, quando i primi raggi del sole venivano a salutarlo e lui ricambiava il saluto felice di vivere un nuovo giorno.
Oggi per contro sembra che un nuovo giorno sia troppo spesso una faccenda da sbrigare in fretta.
Ma sto divagando, torniamo alla nostra scenetta.
Il monitor del suo computer riflette un file pieno zeppo di formule matematiche, mentre alla console sono collegate varie apparecchiature.
Si intuisce che il lavoro è febbrile, ma traspare dal suo volto un’espressione di tranquillità e fiducia. Non faccio per vantarmi, ma è davvero un capolavoro.
La mattina seguente Antonio si sveglia presto; si vede subito che ha un’espressione diversa.
E’ sereno, ma mi sembra di scorgere nello sguardo quella fiducia e sicurezza che non vedevo più da un bel po’ di tempo.
Si veste in fretta ed esce di casa prima del solito. Entra in ufficio con passo deciso, adesso sono curioso di vederlo in azione.
Si siede alla sua scrivania, accende il computer e lancia occhiate nervose e frequenti all’ufficio vuoto del suo capo.
Appena il capo arriva lo vedo alzarsi di slancio e con passo deciso si fionda nel suo ufficio.
Trattengo il fiato, ma sto assaporando il trionfo.
“Senti Carlo” esordisce, “finalmente ho capito una cosa importante che mi frullava in testa da un po’.
Stanotte ho fatto un segno rivelatore”.
Ce l’ho fatta !!!! Salterei e ballerei dalla gioia ce l’ho fatta, ce l’ho fatta, ce l’ho fatta!!!!
Ma fatemi gustare questo momento, Antonio sta terminando il suo discorsetto.
“Ti stavo dicendo che forse ultimamente ho lavorato davvero troppo. Il sogno era molto chiaro in proposito. Cosa ne dici se
mi prendo un paio di settimane di ferie?”
Avete mai sentito parlare di un inconscio che decide di suicidarsi?

 

 

Webmaster Prof. Massimiliano Badiali Copyright 2006-2008 All rights reserved