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ARTISTI LABIRINTISTI NARRATORI NEL LABIRINTO |
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ANNA DE ROSA
Anna de Rosa è di Salerno, E' pittrice, muralista,giornalista, autrice, programmatrice film sala cinematografica.
E’ notte e fa un freddo cane, anzi un cane sta seguendo Lila. Lei non si è accorta del segugio, cammina spedita, ripercorre la strada a lei usuale. Sono i suoi piedi ad essere sicuri, lei è smarrita nell’oblio del dolore di chi sa che non c’è rimedio…. Ciecamente si fidava di lui, che stronzata, è nel suo carattere dare fiducia, e guardala ora come è ridotta: un fantasma, della bella donna tenace che era! Il cane intimorito la segue, ha il pelo lungo, grigio fogna, anzi lo sporco con cui convive da quando è stato abbandonato gli ha annullato il colore originale di quando veniva lavato, coccolato e strapazzato dai bambini di casa. Chi è intelligente si riconosce e PIPPO, il cane, ha capito che quella donna sta sfuggendo da un padrone che la rendeva infelice, mentre lui è stato abbandonato. I suoi padroni non abitano più lì, ma lui inesorabilmente ritorna alla porta, si sdraia e aspetta il ritorno dei bimbi. Spesso ha riconosciuto i loro compagni all’uscita di scuola, ma non è riuscito a farsi capire, loro impauriti l’hanno preso a sassate, in fondo sono bambini!!! Ma chi è quell’uomo nascosto nell’ombra!? La donna cammina senza vedere. Pippo si nasconde rendendosi invisibile. Ecco che l’uomo, che ha aspettato che la donna superasse l’angolo buio l’aggredisce di spalle, le tampona la bocca le storce il braccio… La donna finalmente ritorna in se stessa, raccoglie le forze e dritto con il piede cerca di colpirlo agli inguini. Pippo sguscia dal suo angolo buio, e salta dritto al collo dell’uomo permettendo alla donna di colpirlo. Finalmente un gruppo di giovani (quelli che il sabato sera e non solo, escono in gruppo a far comunella nella chiassosa movida del centro storico della città) passa di lì, comprende la situazione e tutti senza distinzione di sesso, si precipitano a trattenere l’uomo che gemente s’accascia, qualcuno chiama il 118, qualcuno accarezza Pippo, qualcuno fa domande alla donna. Ma Lila non risponde i suoi occhi ora accesi guardano Pippo, e Pippo guarda Lila, si riconoscono: entrambi hanno bisogno di AMORE, la medicina del mondo felice. E’ sabato sera, Lila ben vestita e truccata, Pippo gioiosamente saltellante, lavato e ora il suo colore è un rosso-leonino. Entrano nel locale, ma subito un cameriere gli indica un avviso: ”E’ severamente vietato l’accesso ai cani”. Lila vede le sue amiche al tavolo, le chiama e le invita a uscire, Pippo alza la zampa e fa la pipì lì sul tappeto di benvenuto, gli schizzi colpiscono la scarpa di un uomo che sta entrando: “Dannazione…oh ciao Lila è tuo il cane?!!?”. Lila: “ Ero un’ingenua coltivavo la speranza del cambiamento, che tu fossi un uomo diverso. E’ un’utopia, ma Pippo ha fatto la magia, mi ha ridato me stessa, ciò che tu con il tuo egoismo avevi tentato di uccidere!”. Le amiche applaudono, è tempo di donne coraggiose.
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