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ALDO ADORNI
Adorni Aldo è di Montalto Dora (Torino) Ha vinto nel 2008 il
concorso “ E’ tempo di parole” di Cavagnolo (TO), e un racconto e’ stato
pubblicato nel 2008 in un libro edito dall’editrice La Repubblica. Nel 2009 ha
vinto un premio del concorso nazionale “ pagine ribelli” di Carcare (SV).
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- Il viaggio di Evanghelos
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- Non sapevo dell’esistenza di
Evanghelos quando venni per la prima volta in vacanza nell’isola di Milos.
- Avevamo scelto Milos perchè
ci sembrava che saremmo stati bene , lontani dal mondo per un mese, soli, io
e mia moglie; come potevamo supporre dell’esistenza di Evanghelos ?
- Milos è un’isola delle
Cicladi di origini vulcaniche che si incontra dopo un viaggio in traghetto
dal Pireo di circa 6 ore.
- Perche’ andare a Milos?
Altre erano le isole interessanti dell’Egeo: Paros, Santorini, Io,Tinos,
Myconos,.. decidemmo per Milos poiche’ Lucia, mia moglie, e’ appassionata,
fanatica del mare limpido, delle spiagge tranquille, del turismo pacato.
- -Silenzio – mi disse. – Milos
ha un silenzio particolare, l’ho letto recentemente in un articolo di
TuttoTurismo.
- Seguendo nel cielo un volo di
gabbiani, improvvisamente scoprimmo all’orizzonte una lunga scogliera nella
quale si aprivano bocche di caverne e piccole spiagge multicolori; Su, in
cima alla scogliera, dapprima scorgemmo alcune strisce bianche, indistinte,
che quando il traghetto entrò finalmente nella baia di Adamas, la capitale,
si evidenziarono, nel chiarore delle loro piccole case bianche e quadrate,
come villaggi abbarbicati sui dirupi della caldera.
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- Appena sbarcati , senza
alcuna prenotazione alberghiera ci incamminammo su per le scalinate delle
strette strade di Adamas, in direzione del cuore del villaggio verso il
campanile della chiesa , il punto più alto del villaggio, alla ricerca di
una stanza per la notte.
- -Aspettate, - disse una voce
in Italiano dietro le nostre spalle, che girandoci scoprimmo appartenere ad
un greco di mezza età, ben vestito con capelli grigi, un tempo biondi, che
gli ricadevano disordinatamente sulla fronte. – Aspettate.
- -Aspettare cosa? –Cosa
vuole questo ? Io diffidente per natura , pensai subito all’approccio da
parte di qualche isolano che, spiando l’arrivo del traghetto quella sera,
pensasse di fregare in qualche modo due turisti sprovveduti.
- Mi fermai però sorpreso
dall’andatura dinoccolata di quel “greco” , dal sorriso accattivante, e
dall’approccio estremamente amichevole.
- - Cosa desidera?-
- -Voi siete Italiani ?- Vero?
–
- - Io mi chiamo Evanghelos-
sono di Milos- Il mio nome Greco, tradotto in Italiano e’ Angelo.-
- Si avvicinò alzando il dito
ed indicando una casa vicino alla chiesa su in cima al villaggio.
- - Quella e’ la mia casa.- Io
affitto stanze agli Italiani, solo agli Italiani, e voi se volete potete
venire a dormire nella mia casa.
- La faccia di Evanghelos che
chiamerò d’ora in avanti Angelo, , era così contenta , ma così contenta,
che a meno che non fingesse doveva essere l’uomo più felice di Milos, che
dico, del mondo .
- E lo era davvero , disse
Angelo: - Sono felice di avervi incontrati- furono le sue precise parole.
- Quello che normalmente nelle
persone adulte e’ naturale buonumore, era per lui felicità, il suo era un
atteggiamento sincero quasi infantile, che se visto con severità freudiana,
può essere interpretato come dabbenaggine, quasi stupidità.
- - Sono il padrone dell’isola
– Oltre il villaggio di Zefiria tutta l’isola e’ di mia proprietà-
- - La mia fortuna e felicità
arrivò un giorno, per caso-
- Nella fresca serata estiva,
Angelo divenne un fiume in piena , e lungo le scalinate di Adamas ci
raccontò per filo e per segno la sua storia.
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- Ed eccola qui.
- -Accadde un giorno nell’estate del 1965. – disse; -
allora poco più che diciottenne, servivo ai tavoli nel ristorante “
Thalassa” i rari turisti che osavano arrivare fino all’isola , non ancora
dotata di molo per l’attracco delle navi, per cui era necessario arrivare a
riva con un caicco.
- La clientela era però eccellente; signore di mezza età
vestite signorilmente, che elargivano qualche volta delle buone mance.
- -Come avevo bisogno di denaro! la mia vecchia madre non
potendo più lavorare per gli acciacchi dell’età viveva della pensione di mio
padre, morto alcuni anni prima, avevo tre sorelle giovani senza lavoro.
- Ad un certo punto, verso sera, entrò nel ristorante un
signore vestito di scuro, dall’aspetto di intellettuale, che si sedette ad
un tavolo e iniziò a sorridere a tutti gli altri ospiti che stavano
pranzando.
- Un cliente insolito!
- Dovevo ad ogni costo essere io a servirlo, sapere chi
fosse!
- Era un professore di Sallonico mandato nelle isole per
istruire il popolo.
- Dopo aver ordinato e mangiato un bel piatto di seppia
stufata e buon vino “barelisio” ; non quello “resinato” e stereotipato che
si rifila solo ai turisti, alle 21.30 in punto il professore inizio’ una
conferenza estesa ai clienti del ristorante e ad un numero sempre più
elevato di curiosi , che passeggiando sul fronte del porto si erano poi
fermati e assiepati all’ingresso del ristorante, richiamati dalla voce
tonante dell’oratore.
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- Com’era strano vedere e ascoltare il professore.
- La maggior parte delle cose che diceva sfuggiva alla mia
comprensione, ma mi veniva da pensare: la conoscenza del genere umano e’
così profonda che mai riuscirò a conoscere più di un granello di tutto
questo.
- Non dormii tutta la notte, e il giorno dopo , quando
ricominciai a servire ai tavoli del ristorante, vidi che anche il professore
era venuto a pranzo, e subito mi sentii nella migliore disposizione di
spirito.
- Grande fu il mio piacere, quando il professore al termine
del pranzo e del mio turno di servizio, mi invitò a scambiare con lui
qualche idea.
- - La conoscenza dei fenomeni fisici, della struttura del
mondo e dell’universo, ci permette di apprezzare e di godere al meglio la
nostra vita – disse il professore -
- Così parlava ed io rimanevo ad ascoltarlo ed era come se
porte serrate da anni nel mio cervello si fossero aperte improvvisamente.
- -Ah , come mi sarebbe piaciuto studiare a fondo la
fisica, la chimica, la natura, benchè fossi già una persona felice!
- - Lei e’ una persona felice ?- disse il professore, era
come godesse nel pronunciare tale parola.
- -Sì! – risposi.- Sono felice della mia esistenza qui
nell’isola, e’ vero, c’e’ nel profondo della mia anima un desiderio, di fare
almeno un viaggio, non dico per vedere il mondo , ma almeno l’Italia che mi
e’ stata raccontata, quando ero bambino, da mio padre, come uno dei luoghi
più belli del mondo.
- -Finora ho fatto un unico viaggio al Pireo e ad Atene –
- - Se lei e’ convinto che un viaggio può cambiare la vita
di una persona , allora sarà perfettamente felice, mi disse alzando un
brindisi in mio onore.
- Discutemmo a lungo brindammo ancora, e il vino era
squisito. No non presi la sbornia , ero lucidissimo. Mi pareva che nella
stanza da pranzo del ristorante, ci fosse il sole che si irraggiava dal
viso del professore, tutto si dilatava e ruotava intorno a me avrei giurato
che il professore era un mago, forse un dio greco travestito o qualcosa di
simile.
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- Il sogno:
- Che bello! finalmente
attraverso l’Adriatico da Patrasso fino ad Ancona, familiarizzo
gradualmente con questo grande Paese, poi, dopo alcuni mesi, trovo lavoro a
Bologna presso un famoso ristorante del centro; affitto una bella stanza
che si affaccia su Piazza delle Erbe, e poi mi iscrivo all’Universita’;
facolta’ di Ingegneria Mineraria; la maggior parte degli esami li supero a
Bologna poi il quarto anno mi trasferisco all’ Universita’ Padova e il
quinto anno all’Universita’ di Cagliari; a Cagliari, passeggiando lungo il
Poetto incontro Sonia, una insegnate di Italiano di cui mi innamoro; dopo
alcuni mesi di fidanzamento ci sposiamo.
- Amo infinitamente
l’Italia, gli Italiani, il loro cibo, ma in particolare Sonia che
intelligente ed accorta nell’amministrazione del bilancio famigliare, e’ la
mia fortuna. Acquistiamo una grande casa nel centro di Adamas e numerosi
terreni collinari a Milos che successivamente si dimostrano ricchi di
bentonite, caolino, silice, materiali molto richiesti in tutto il mondo per
un numero enorme di utilizzi.
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- Mi svegliai all’improvviso;
Giacevo sul letto, nella mia stanza; come ci fossi arrivato solo il
professore lo sapeva, io non lo sapevo.
- La luna rischiarava una
parete sulla quale era appeso un calendario: lessi 2001.
- - Balzai fuori dal letto e mi
vestii rapidamente.-
- - Sonia ! Sonia ! – Ci sei ?-
- - Si ! come sempre da trenta
anni a questa parte, non fare le tue solite domande sciocche, “ malachies”.-
- Mi sentivo così sollevato,
ero il più felice degli uomini , il professore mi aveva aperto la via, il
mio unico desiderio era stato esaudito.
- Il mio desiderio più grande
si era avverato, il viaggio in Italia mi aveva cambiato la vita.
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- Feci poi nel 2002 delle
ricerche approfondite ad Atene e a Sallonico presso le Universita’, i Licei,
Le scuole superiori: del professore che un giorno avevo incontrato al
ristorante “Thalassa”, nessuno aveva mai sentito parlare, nessuno l’aveva
mai conosciuto.
- -Da allora sono l’uomo più
contento del mondo.-
- -Sono il “rais” di Milos- ;
mi piace la compagnia degli Italiani che vengono in vacanza nell’isola, mi
diverto con tutta l’anima a scorazzare con la mia auto per le strade
dell’isola, a visitare per l’ennesima volta le 100 spiagge colorate.
- Qualche volta la mia
compagnia può risultare pesante, ma vi assicuro che non e’ mai noiosa. Se mi
offendo, e qualche volta succede, non sono capace di mantenere il rancore
verso gli altri, dopo cinque minuti sorrido.
- - Perché ?! Ma, sono uno
degli uomini più felici della terra! -
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- Eravamo nel contempo arrivati
fino alla casa indicata da Angelo. Sull’uscio di casa , una signora di mezza
età, occhialuta, che sprizzava simpatia da tutti i pori.
- - Benvenuti!- Ci accolse come
se ci fossimo conosciuti da sempre.
- Lanciai un’occhiata a Lucia ,
e d’intesa decidemmo di passare quell’estate ( e molte altre in futuro) da
Evanghelos e da Sonia.
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