MANIFESTO DEL LABIRINTISMO POETICO

TUTTI I POETI LABIRINTISTI

Il Labirintismo poetico sottintende ad una poesia come strenuo sforzo di autochiarificazione. La poesia labirintista è poesia di onesta autoanalisi inconscia: è poesia pura, di ricostruzione mnesica nel dedalo esistenziale. La poesia labirintista è poesia scorciata, allusiva e criptica, di difficile comprensione per il lettore perchè risale dal centro del labirinto tra i meandri dell'inconscio per ritornare alla superficie dell'Es. Il Labirintismo concepisce una poesia come espressione di avventura esistenziale restituita in termini ellittici ed esoterici.

                                                                                                                          prof. Massimiliano Badiali


La mia vita è un intreccio di sentieri e passaggi, apparentemente ordinati....Sono sempre alla ricerca di un orientamento, che mi possa condurre alla consapevolezza e all’armonia, tra le intricate trame dell’ordinario e dello straordinario...Alla ricerca, dunque, della trasparenza e dell’orizzonte al di fuori del Dedalo, che riesce comunque ad affascinare la mia anima solare, mentre vive la sua leggenda.

                                                                                                                              dr.ssa Isana Forgione


La mente umana, un coacervo di forze protese alla ricerca di un equilibrio omeostatico. Un labirinto di spazi e tempi che si creano e si distruggono in un perseverante divenire. A volta protagonisti, a volte spettatori cerchiamo di attribuire un senso anche laddove non esiste,nel tentativo di attribuire logica al caos. Corro all'impazzata per le infinite possibilità della vita,con lo stupore di un bambino alzo un grido che rompe il silenzio e si staglia dal lento fluire,un suono sordo che si traduce in simboli, che mi scoppiano dentro..l'arte: il mio canto. Ho cercato dentro un significato, e l'ho trovato nella visione che io ho del mondo,come costruzione della mente. Questo potente mezzo che costruisce la vita, una mente fatta di infinite strade , un labirinto dal quale è impossibile uscire,come fare allora, per affermare un sè cosi potente da straboccare, se non attraverso un canto,un linguaggio fatto di simboli, ritmi, suoni che nascono da corde tese dell'animo non fatto di concetti ma di emozioni, compreso da chi come me,sa che da quel groviglio mai uscirà.
 
                                                                                                                               Chiara Della Marta
 


Labirintismo: perché? Ascrivo al Labirintismo un’ ermeneutica esistenziale! Lo contemplo come una mia istanza inderogabile di approdare AD IMA FUNTAMENTA, ovvero ai miei più imi precordi, là, nell’ ostello dei miei sentimenti, delle mie emozioni, con l’auspicio di far luce tra i meandri del mio intricatissimo plesso interiore o, paradossalmente, da esso trarre luce da portare in superficie.
                                                                                                                                Mauro Montacchiesi

Corro all'impazzata per le infinite possibilità della vita,con lo stupore di un bambino alzo un grido che rompe il silenzio e si staglia dal lento fluire,un suono sordo che si traduce in simboli, che mi scoppiano dentro..l'arte: il mio canto. 

Chiara Della Marta


Il Labirinto ed il Labirintismo non sono assolutamente di facciata, non sono autoreferenziali, ma esigenza pura, profondamente interiore. Quindi vorrei far parte di questa ricerca interiore, di questo progetto. Ho capito finalmente quelle che sono le effettive finalità di un movimento che, come è accaduto in passato per altri movimenti artistico-culturali,nasce per esigenze naturali,come quando il corso di un fiume si fa strada dove trova spazio,ma avanza in maniera inesorabile e del tutto spontaneo. Penso dunque che si tratti di una idea profondamente coerente con le reali esigenze del proprio io. Rivedo il labirinto ogni volta che vado a letto,sento le voci di chi è la dentro ma non riesco a vederli. Sento urla di chi ha bisogno di me,vorrei trovarli subito ma non ci riesco.Allora so che è  l'arte quella bussola che orienta,quel filo di Arianna che non si spezza,quel golem temuto e rispettato, perchè altro non è che la propria facciata. Finalmente ho capito il suo messaggio, ma ho anche capito perché volutamente volevo capirlo. Aprendo il sito già sapevo cosa trovare,scoprire la mia follia di Almayer che parlava al vento, avendone risposta: esprimere se stessi. Una terapia l'arte,dunque una terapia. Non che io sia artista sia chiaro,ma penso da artista,tocco gli oggetti che un giorno esprimeranno arte,sento quei profumi e quei colori che sono stati e torneranno ad essere arte,nella parola che mi si compone qui a due passi da me. Ecco gli innesti giusti,le note accordanti i pensieri latenti. Ecco la borsa delle medicine per alleviare i dolori .Tra le virtù di un buon artista vi è senza ombra di dubbio quella del definire un pensiero coprendolo con un alone di dire e non dire,si vuole ,per esempio,definire l'amore con un solo concetto artistico,ma il legame è assai piu' onirico,come nei boschi dei sogni di una notte di mezzaestate.Niente è già segnato,tutto deve ancora divenire senza però sapere quale è il giusto copione. E la scienza nelle disamine scientifiche non ci si accontenta delle forme ne delle sostanze,i sentimenti non si quantificano,i numeri non contano,si contrappongono all'io espressivo. Nel mio labirinto i sogni i colori i versi non possono e non devono essere contificati, esistono come uscita spontanea di un capriccio,fare arte o almeno essere oggetto toccato con arte

                                                                                                                           Antonio Sangervasio


Il Labirintismo si sposa perfettamente con la mia idea di “scrittura come terapia”,di come l’ odio e l’ amore siano pressoché simili,due sentimenti concatenati e dipendenti. Inseguendo il filo che gli unisce e tessendoci sopra trame complesse sulla vita di tutti i giorni tento NON di scappare dal labirinto,bensì di riuscirci a convivere assieme al Minotauro che è in tutti noi,il mostro chiamato comunemente realtà,convenzione,utopia. Può l’ io essere più forte del male stesso che fa parte di noi e sconfiggerlo?A questo risponde a mio parere,la corrente labirintista. Ossequi da Michela Di Gregorio Zitella e le sue molteplici personalità

Michela Di Gregorio Zitella


Considero i miei testi "prosie", un misto tra poesia e prosa, o forse né l'uno né l'altro, sicuramente è una ricerca di qualcosa che mi sfugge...e che a volte si affaccia: la consapevolezza. Ecco perché potrebbe essere considerata poesia del labirinto. Non mi considero artista dello scrivere, sicuramente artista del vivere.

  Carmen Di Lorenzo


Il labirinto è il mio cuore, prigioniero d'amore. Il labirinto è il dolore per l'affannosa ricerca d'amore, da cui filtra come filo d'Arianna la poesia che è l'unica fuoriuscita dal labirinto.

Giovanna Garzia


Io sono un labirinto....una volta mi bastavo io con le mie lacrime e le mie risate fino a quella volta che ho deciso di spegnere la luce ...non sono più stata la stessa. Ho vagato in un labirinto di cui non mi interessava trovare l'uscita perché l'uscita non esiste dato che il labirinto è questa vita per noi labirintisti

Maria Letizia Filomeno


La motivazione inerente il labirintismo è senza dubbio la necessità di creare attraverso la poesia una sorta di realtà parallela dove far confluire tutte le energie positive ed i pensieri istantanei che compaiono nella mia mente. Si può esternare questo pensiero sicuramente attraverso l'arte in qualsiasi sua forma, poesia, canto, pittura, etc etc. Io mi trovo a mio agio nello scrivere in maniera autobiografica i sentimenti che man mano la vita mi regala, difatti quasi tutti i miei scritti riguardano prevalentemente cose che mi hanno colpito in maniera particolare da vicino"

                                                                                                                            Luca Antonio Callegaro


Perso nell’intricato e ambiguo labirinto che è la vita, compongo pensieri che chiamarli poesie sarebbe presuntuoso, a battezzarle tali saranno, o forse no le persone che incontrerò errandoci;talvolta in compagnia, talvolta da solo, fino a sbattere contro i suoi muri, andando in direzione ostinata e contraria, ma pur sempre coerente con i miei pensieri e che, attraverso la penna possano diventare anche i vostri: magia del Labirinto!

                                                                                                           Michele Miniello


La poesia del Labirintismo mi interessa perchè mi interessa l'ambiguità della esistenza umana, i rapporti con spazio e tempo e relatività dei legami attraverso cui la nostra esperienza “corporale” fosse “insindacabile”. Le realtà parallele che esprimono multidimensionalità del pensiero umano e suoi sentimenti, s’incarnano soprattutto nell’arte e filosofia. Già da anni ho adorato soprattutto poesia dell’ermetismo e simbolismo, e, infatti, nuovo movimento letterario che esplora ed esprime arcana presenza umana nei confini “labili” del mondo fisico sia benvenuta. Perciò vorrei partecipare in presente concorso colla mia poesia.

Thomas Janevic


Life is a labyrinth and it is our desire to discover as many ways possible to free our minds from the entanglement of reality

 Elisabeth Veneziano


Per me il labirinto è l'emblema della vita, di tutti i nostri pensieri e dei sentimenti: si sa sempre come si comincia, ma il percorso è sempre un mistero e le vie sono infinite... Nulla è lineare, il percorso che scegliamo è sempre uno tra mille possibili...

Laura Bossi


Labirinto nella ricerca di se stessi in quella che può essere vista come foresta di significati, di cui uno centrale ed altri che orbitano intorno.La via di fuga è data da dall'incontro di questi significati che portano il lettore a trovarne sempre di nuovi e via via fino all'uscita vista come la ricerca di un significato superiore che guida alla veri Perché la ricerca di una via di uscita è insita nell’uomo

Simone Censi


Il labirinto umano dell'inconscio: l'inconscio è probabilmente uno degli aspetti più interessanti dell'uomo: mette in atto dinamiche intricate e contorte che non possono venire spiegate se non con delucidazioni approssimative e semplicistiche. ritornare allo stimolo originario di un certo pensiero o di una certa azione non è un'operazione per nulla semplice e priva di falsi traguardi. e l'inconscio come labirinto è una metafora che calza: ci si innoltra, come vuole la natura umana, ci si perde e si incontrano strade nuove che non si cercavano, si smarriscono significati nella dimenticanza e nell'impossibilità di trattenerli tutti, perchè è una ricerca sempre, costantemente in fieri dove si è tentati di dare un senso e un ordine a ciò che un senso e un ordine non ha. lo sono le dinamiche del sogno, le emozioni che fanno battere il cuore nel petto, lo sono i sintomi che la vita reale dipinge nel nostro essere

Alessio Chiadini


Il labirinto altri non è che il palcoscenico della vita. Quando sembra che non ci sia via d’uscita per gli avvenimenti che si susseguono quotidianamente ci ritroviamo schiacciati addosso ad un muro di mattoni che non riusciamo a scalare. Cosicché corriamo come forsennati ovunque. Sbagliamo direzione nella stessa misura con cui le nostre paure ci avvolgono nell’oscurità delle stanze del destino. In quei cunicoli bui e tenebrosi perfino un flebile raggio di luce rappresenta la salvezza

Nico Ciampelli


Labirintismo: Postulato ontologico. Circolo vizioso senza iato del delirio anulare delle mie catabasi fino ai meandri opachi dell’ ES, che si riverberano in anabasi fino ai fiochi bagliori dell’EGO. Il mio Labirinto: un cosmo ineluttabilmente anegresso! Aderisco al Labirintismo, perché in esso vagheggio una panacea esistenziale!
                                                                                                                              Manuela Pallucca

Non conoscevo l'esistenza del labirintismo prima della lettura del manifesto di questo movimento artistico-letterario d'avanguardia, sui cui aspetti ho avuto opportunità di soffermarmi proprio in occasione della partecipazione alla I Edizione del concorso in oggetto.            Mi ha subito affascinata l' idea, che personalmente condivido, secondo la quale ogni manifestazione artistica è essa stessa chiave di lettura e di interpretazione della vita e al tempo stesso ha potere quasi taumaturgico in un costante e continuo processo di liberazione dell'io volto all' acquisizione di una consapevolezza sempre più nitida, cristallina, maturata attraverso un'opera permanente di chiarificazione ed epurazione rispetto al contingente. Ne consegue il ruolo preponderante che risulta attribuito al potere immaginifico della mente e al "mostro" (che definisco tale per quanto concerne la smisurata grandezza di fronte alla quale spesso restiamo smarriti e confusi) che è il nostro inconscio.

Patrizia Cozzolino


Ritengo che la nostra vita sia vissuta dentro un labirinto, con la ricerca affannosa di una via di fuga verso la libertà. Se dovessi immaginarmi la vita la vedo proprio come un labirinto dove cercare una chiave, quella che ci permette di accedere nei meandri più profondi della nostra esistenza, per comprenderne fino in fondo l'essenza

Floredana De Felicibus


Il Labirintismo è un tema che io sento sulla pelle, “scoprendomi” io stesso vittima di un mio personalissimo labirinto interiore dal quale tento di uscire, rientrandoci per scrivere e – forse – uscirne nuovamente. Il Labirintismo rappresenta uno dei modi in cui la mente ci disegna rispetto al mondo, ed in questo caso essa pare collocarci – guarda caso – al centro di un labirinto. Non ci è dato di conoscere il perché di questa vita all’interno del nostro Dedalo quotidiano. Quello che sappiamo - e che talvolta sembriamo dimenticarci – è che dal labirinto si può uscire. Qual è il mezzo che noi possiamo usare per trarci fuori da questo inganno? Se la nostra arma non è il filo di Arianna, allora questo filo è il dialogo, è il confronto, è la conoscenza del tranello, è la coscienza che l’inganno è partorito dalla nostra stessa mente, è l’idea del labirinto come allucinazione, scomodo miraggio di una mente offuscata. Se il nostro male di vivere nasce dalla solitudine, dalla difficoltà di comunicare, allora la poesia può farci luce nei vicoli ciechi d’un labirinto che ci fa paura, lo stesso che talvolta ci fa sentire sicuri, fornendoci l’alibi per non uscire allo scoperto. Se la poesia non ci mostra la via d’uscita, almeno ci ricorda che questa esiste. I versi, dunque, non come mezzo per esorcizzare il male, ma come strumento per avvederci del limite di cui siamo schiavi: la nostra mente

Francesco De Santis


Amo perdermi entro i meandri della mia mente, quel labirinto di neuroni ed emozioni che sconvolgentemente porta alla pazzia o alla saggezza, all'amore o all'odio: tutto dipende da quale porta sceglierai... La sensazione claustrofobica che ti dà quando ti accorgi di aver imboccato una strada senza uscita, la sdrucciolevole sensazione della pietra che scorre sotto i tuoi piedi, il viaggio estenuante che porta ad una rivelazione luminosa, una volta raggiunta l'uscita.

Eleonora Gherardini


Quando ho visto il vostro sito, non l’ho trovato assolutamente estraneo, ma piuttosto un qualcosa che mi era molto familiare. Il  labirinto interiore è la perenne ricerca di se stessi, ed io mi cerco da una vita e da un vita mi chiedo il senso delle cose. Chissà se il labirinto interiore è un luogo in cui ci si perde o piuttosto ci si trova?  Oppure solo un modo di intendere il vivere che sceglie di spiegarsi il senso dell’esistenza piuttosto che rimanere in superficie lontano da ogni dubbio.

Simona Leonardi


Il mio interesse artistico ruota intorno al tema dell'inconscio e alla scoperta del Sé allo specchio. Da oltre 6 anni sto seguendo entusiasta e “spaventato” un intensivo percorso di Psicoanalisi individuale che mi ha permesso, in prima persona, il “naufragio” nel labirintico inconscio e la riscoperta dell'arte interiore.

Daniele Mancusi


L’inconscio, (questo sconosciuto), esercita su me un’irresistibile attrazione e fascino.  Contrariamente alla percezione conscia che dal cervello determina le nostre azioni, l’inconscio è assolutamente imprevedibile, poichè non ha costrizioni.  Paragono l’inconscio a bianche vele di un galeone, vele aperte ad ogni vento che trasportano il veliero non soltanto nell’immensità dei mari, ma lo fanno anche veleggiare coraggiosamente, fra i mille colori dell’arcobaleno. L’inconscio ci parla attraverso la fantasia più ardita, attraverso i sogni più dolci, e gli incubi più angosciosi ed opprimenti, attraverso i nostri impulsi istintivi, le nostre più ataviche paure, e si lascia da noi cautamente intendere , incurante di ciò che la mente con raziocinio consiglia. Non possiamo chiamarlo anima e neanche coscienza, visto che spesso il nostro vero IO, combatte ferocemente con quanto la morale, la coscienza, il dovere ci impone e queste rinunce, vengono rimosse dal nostro cervello, il quale,  per non soffrire, si chiude in una sorta di profondo oblio. E’ proprio a questo punto che interviene l’inconscio, quando un sogno o una paura vengono rimossi dalla nostra memoria. Abbiamo vissuto un’esperienza e niente ce la farà dimenticare, anche se questa, apparentemente sembra non essere più presente nei nostri ricordi. Un colore, un profumo, o anche soltanto un gesto o un momento di disagio, possono far tornare in noi la visione che avevamo occultato, poiché l’inconscio è la prigione dei nostri pensieri più audaci e delle nostre più angosciose ossessioni. Di tanto in tanto però da questa segreta, l’inconscio fa udire la sua potente o flebile voce, ed è allora…. proprio allora, che l’uomo comincia a soffrire, se ciò che ode dentro di sé è contrario alla sua morale, oppure felice se le sue sensazioni istintive incoraggiano l’atteggiamento preso in considerazione dalla ragione. Interi volumi sono stati scritti con maestria sull’argomento da insigni studiosi dell’argomento e non saranno certamente questi miei poveri pensieri ad illuminare di verità e conoscenza ciò di cui ho parlato. Voglio terminare con una frase tratta dalla mia lirica ‘’Lei fra le mie braccia’’ per confermare quanto sopra citato:- Veleggia mia mente nel cauto e incerto inconscio, come lenzuola bianche al sol dell’abbandono.

 Fulvia Marconi


Ho iniziato a scrivere probabilmente in simultanea con il mio primo respiro, perché essere poeti non significa riempire un foglio DI VERSI, ma guardare il mondo con occhi DIVERSI, concepire e gustare la vita lontano dai luoghi comuni. Tanti premi ricevuti ma il più importante resta la possibilità di arrivare nel cuore della gente. Vivo per scrivere e scrivere riesce anche a darmi da vivere! Il labirintismo mi affascina perché amo la mitologia.

Ludovica Mazzuccato


Spesso il male di vivere ho incontrato"E.Montale, in questo esule mondo in cui i veri valori tendono a scarseggiare, in cui dolore e gioia si fondono e si confondono ansimanti in questa folle corsa verso l'ignoto,il mio amore quasi viscerale per la poesia non può essere sterile dall'influsso Labirintista, i miei scritti spesso introspettivi legati al subconscio ed alla necessità di dare un senso a questa vita , trovando una giustificazione ai dolori dell'essere non può evitare di districarsi in ciò che chiamiamo Labirinto.il labirinto umano dell'inconscio: l'inconscio è probabilmente uno degli aspetti più interessanti dell'uomo: mette in atto dinamiche intricate e contorte che non possono venire spiegate se non con delucidazioni approssimative e semplicistiche. ritornare allo stimolo originario di un certo pensiero o di una certa azione non è un'operazione per nulla semplice e priva di falsi traguardi. e l'inconscio come labirinto è una metafora che calza: ci si innoltra, come vuole la natura umana, ci si perde e si incontrano strade nuove che non si cercavano, si smarriscono significati nella dimenticanza e nell'impossibilità di trattenerli tutti, perchè è una ricerca sempre, costantemente in fieri dove si è tentati di dare un senso e un ordine a ciò che un senso e un ordine non ha. lo sono le dinamiche del sogno, le emozioni che fanno battere il cuore nel petto, lo sono i sintomi che la vita reale dipinge nel nostro essere.
 Agnese Monaco

 
Curiosa, attenta, rigorosa, avida, legge libri su libri, sfoglia pagine dopo pagine, tra segni, tra frasi, tra versi, tra sogni e illusioni. Tutto questo in quel silenzio e nella solitudine dell'artista introversa del domani. Cresce, vive, ama, soffre, sogna, sospira.Sospira sempre di più. Mentre cresce dentro di lei una inquieta necessità di esprimere quello che tanto ha generato dentro. Quella lava, tenuta per tanto tempo, fusa, rovente, pressante dentro di sè, inizia a trovare i primi sentieri, e fuoriesce, con circospezione, con timida presenza. Sono i primi racconti di viaggio, numerosi, e in posti suggestivi, sono le prime poesie, brevi, dove i versi riempiono ancora le righe,  dove la punteggiatura segna ancora la sua cultura letteraria. Sono i primi rivoli di magma bollente, e poi le parole prendono forma colore, si abbelliscono di metafore e allegorie, di stile elegante, e si uniscono in versi sempre più suggestivi..Tiziana scrive dell'inconscio, i suoi versi sgorgano dai luoghi piu' suggestivi della sua anima, e' una ricerca continua del suo io, della sua parte buia, oltre la mente. Il labirintismo e' la ricerca del senso interiore, della verità dell'io, l'emozione piu' pura, una relata' parallela dove trovare conforto
Tiziana Monari
 

Il mistero della psiche umana mi attrae irresistibilmente, forse perché conduce in un labirinto arcano, ancora da esplorare, nonostante le grandi conquiste della ricerca scientifica.

 Virginia Murru


Non siamo in grado di vivere veramente la vita, bloccati all’interno di un sistema a sua volta bloccato da se stesso. L’alienazione è norma; un mondo reale che ha dimenticato le idee e il concetto di mito, che spesso cerca risposte nell’ingegno oscurando il vero flusso della nostra essenza. Scrivo di labirintismo perché partecipo a questo dramma dell’anima ma sono sempre più cosciente della via d’uscita.

Diego Orlandi


 
Il labirinto per me è un luogo per perdersi e per ritrovarsi, per comprendersi e porsi dei dubbi. E' parte della vita di ciascuno di noi e pertanto chi come me ama scrivere o ha semplicemente il bisogno di farlo, non può non averci a che fare
Luca Palamidessi
 

La poesia che vi mando appartiene ad una raccolta premiata e pubblicata dal titolo "Le bocche invisibili". Si riferisce ad un episodio violento di labirintite da me vissuto e che mi ha lasciato un profondo segno nella memoria. Il tema dell'inconscio o dell'ingovernabilità del consapevole ha sempre suscitato in me un grande interesse. Due anni fa sono stata turbata da una perdita di  memoria della durata di alcuni minuti: il mio interesse quindi si è moltiplicato e le mie ricerche mi hanno ancora una volta avvicinato al mondo dell'inconscio

Paola Pancaldi Pugolotti
 


Non sono un artista, mi ritengo però persona che pensa e, ancora viva, riesce a provare emozioni. Tento così di tradurre in parole ciò che “si muove dentro” e in alcuni casi ho l’impressione ne venga fuori qualche cosa di accettabile. Io pochi versi che invio non sono stati scritti pensando alle tematiche del labirinto che, sia pure secondo la mia sensibilità e le mie esperienze personali, avverto e condivido ma, almeno a me paiono discretamente validi. In quanto al “labirinto”, almeno quello che certo esiste nella mente e nell’anima di ognuno di noi, io lo avverto come luogo nei cui meandri, cercando di nascondersi a difesa dagli infiniti colpi della vita, il bambino che è in ciascuno finisce quasi inevitabilmente per perdersi.  Diventa una prigione, un luogo da cui fuggire è difficile ma forse solo forse, non sempre impossibile; un luogo che comunque finisce per cambiarci tanto nei comportamenti quanto nell’essenza.

Fulvio Parino


Dal labirinto di Arianna e Teseo, dalle forme primordiali della cultura e dalle civiltà classiche, il labirinto è sempre stata costruzione emblematica ed evocativa di scenari surreali, onirici ma, proprio per questo, problematici. Interessanti da analizzare dal punto di vista psicologico, ma anche antropologico, hanno in sè il mistero dell'uomo.

Chiara Sorino


 

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