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IL LABIRINTO LUDICO DI STERNE E DIDEROT
Il romanzo moderno e realista ( novel) nasce in lnghilterra. Esso ha una componente realistica che lo distingue dal romance (racconto con elementi fantastici).L'esigenza del realismo non si sente solo in letteratura, ma anche in filosofia quindi si comincia ad osservare che l'uomo può indagare la realtà con i sensi. Con la pubblicazione RQWINSON CRUSOE di Defoe (1719) nasce il romanzo moderno. Seguono PAMELA (1741) e CLARISSA (1748) di Richardson. Con TOM JONES il romanzo ha raggiunto una maturità tale poiché mostra di essere consapevole dì cosa sa the art or fiction" (W James) L’antiromanzo del settecento infatti si rivolge e sviluppa una parodia verso le forme diegetiche dell’onniscienza : la scrittura diviene un labirinto ludico cifrato di simboli. Nella sua opera JOSEPH ANDRSWS (trasposizione parodistica d Pamela) il protagonista è un servo che rischia a di essere violentato) dice di dividere l'opera in capitoli e, che lo spazio bianco, fra i capitoli, sane piazze di riposo. A livello tematico C’è una parodia verso la Pamela: la virtù di Pamela non è premiata, perchè la virtù non è un sacrificio, ma è innata (a natural goodness of heart). In THE LIFE AND OPINION OF TRISTAN SHANDY di Sterne si arriva ad una forma di ironia verso il novel. Il romanzo doveva avere una progressione temporale (le tantissime avventure di Robinson) qui c'è digressione letteraria. La sua opera, infatti, è "digressive and progressive”. Sterne vede il proprio romanzo come un labirinto ludico o una macchina, come una costruzione ed un artificio, come una struttura all'interno della quale, uno spunto genera, per digressione un altro, basandosi sulla libera associazione delle idee. La struttura del novel è perciò minata : l’avventura sparisce, non c’è più tempo, ma riflessioni, aneddoti e pagine bianche. La lettura per Steme é un atto creativo, come la scrittura : ne deriva che il lettore deve inventare qualcosa con il narratore. Il lettore è richiamato da numerosi coinvolgimenti grafici. Anche tematicamente abbiamo una rivoluzione ideologica: Sterne pensa che ogni soggetto sia condizionato dal filo associativo delle sue idee. Ognuno vive nel suo mondo, dominato da certe fissazioni e manie il padre di Tristan vive per la teoria dei nomi, lo zio Toby per quella delle guerra. Ognuno è prigioniero di un suo schema mentale. Questo relativismo gnoseologico e soggettivismo, anticipano le tematiche novecentesche nella concezione dell1assurdità dell'uomo. In Francia, mentre Voltaire e Rousseau scrivono CANDIDE e NOUVELLE HELOISE, Diderot in JACQUES LE FATALISTE (1773), presenta un antiromanzo. Egli si rifà a Rabelais: “O dive Bacbuc! o gourde sacrée! o divinité de Jacques" (Flammarion p. 246). Vi troviamo alcuni temi già presenti in Tristan Shandy: mentre nel romanzo di Steme, Tristan non nasce mai e si lamenta di ciò, qui, l’autore prolunga l’azione, eludendo le nostre aspettative : esaspera la discontinuità narrativa e l’indeterminatezza di Jacques traduce la fatalità del “grand rouleau”. Nel romanzo troviamo anche il tema del viaggio picaresco, arricchito dal tema della fatalità esasperata. Il labirinto scritturale diviene metafora del caos, a cui la scrittura non pone argini: "Comment s'étaient-ils recontrés? Par hasard, comme tout le monde. D'où venaient-ils? Du lieu le plus prochain. Où allaient-ils? Est-ce que l'on sait où l'on va?" L'autore, inoltre, come già Sterne, tiene le fila di tutto ciò che vuole narrare "Vous voyez, lecteur, que je suis en beau chemin, et qu'il ne tìendrait qu'à moi de vous faire attendre un an, deux ans, trois ans, le récit des amours de Jacques, en le séparant de son maitre et en leur faisant courir à chachun tous les hasards q'il me plairait”. La storia è piena di digressioni : si dirà, ad esempio, che si parla degli amori di Jacques per tutto il libro, ma come in Sterne, non si rispetta il canone classico di scansione temporale. “Mais Jacques et son maitre et les amours de Jacques? (p. 82) Je vous entends,lecteur,vous me dites et les amours de Jacques?( )Croyez-vous que je n en sois pas aussi cuneux que vous". Qui mette in evidenza che la scrittura è pura invenzione. Si evidenzia, inoltre, l'esistenza di un rapporto implicito ed esplicito fra l'autore ed il lettore. Fielding, Sterne e Diderot non mascherano la loro presenza dietro una terza persona diegetica, ma l’io parla con se stesso e rende il lettore intermediario tra sé e la creazione. Con l’ironia e la parodia si vuol ricordare che tutto è inventato di sana pianta. Se si legge I'Astrée d'Honoré d'Urfé, notiamo una storia lunga e ben congegnata. Già con Scarron nel ROMAN COMIQUE sono svelati i trucchi di cui l'autore si avvale: "mentre le bestie mangiavano, l'autore si riposò e si mise a pensare a ciò che avrebbe detto nel secondo capitolo" (ed. Newton pag. 47). Per quanto riguarda il tempo dell'avventura, il narratore di Sterne è sempre in ritardo sull’avventura perché non nasce ed è incalzato dal tempo. Qui il tempo dell’avventura è portato al paradosso : la scrittura vorrebbe progredire cronologicamente nella stessa direzione del tempo dell’avventura, ma presa nella trappola esistenziale del narratore, procede a salti. Un altro elemento importante è il tempo di lettura (scarto fra il momento in cui il lettore prende conoscenza della storia e il momento in cui l'avventura si verifica): se leggiamo I Promessi Sposi ci sentiamo distanti dal romanzo, nel Tristan, Sterne ci avvicina e ci fa compaitecipare ai terrn Pi del romanzo. "lt is about an hour and half's tolerable good reading since my uncle Toby ring the bell, when Obadiah was ordered to saddle a horse and to go for Dr. Slop, the man-midwifo that no one can say, with reason, that I have not allowed Obadiah Urne enough, poetically speaking and considering the emergency, too both to go and come (...)Tho, morally and truly speaking the man, perhaps, has scorce, had time to get on his boots." (mia traduzione: dall'istante in cui mio zio suonò ad Obediah ricevette l'ordine di sellare un cavallo e di correre al galoppo dal Dr. Slop, l'ostetrico, è passata una buona ora e mezza di lettura tollerabile.Poeticamente ho, dunque, lasciato a Obediah di andare e venire e non mi si potrebbe muovere alcun rimprovero a questo proposito, perchè in verità l'uomo si sia appena infilato gli stivali) cap.2 libro VIII World's Classics p.83.
Prof. Massimiliano Badiali
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