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IL FILONE CARNEVALESCO NEL LABIRINTO SCRITTURALE DI RABELAIS
Il romanzo come genere letterario affonda nel labirinto conn Rabelaisantiromanzo o contestazione del romanzo tradizionale con Rabelais. Bachtin nel saggio "Rabelais e la cultura popolare" esprime l'idea che il carnevale sia nella sua forma antica (saturnali) che medioevale, abbia influenzato la letteratura (carnevalizzazione). Le forme del carnevale, prese in analisi dal critico, affondano le radici in molte forme letterarie. - La visione della vita all’incontrario o mondo alla rovescia, in cui sono aboliti divieti leggi, limitazioni che determinano il normale codice di comportamento ed ogni ordinamento gerarchica, sostituiti dalle eccentricità del comportamento stesso e dal libero contatto fra gli uomini. - La mésaillance o mescolanza di categorie anche lontanissime come il sacro ed il profano, il sublime e l'infimo. - La profanazione che avviene attraverso parodie di testi sacri, oscenità e libertà orgiastiche. Le azioni carnevalesche sono esempio delle relatività di ogni evento. dell'ambivalenza di ogni atto: riso e pianto, morte e vita si uniscono. Quindi il carnevale non si esaurisce in una dimensione esclusivamente euforica ed ottimistica della vita, ma può far riferimento ad aspetti drammatici. Bachtin ritiene che dalla forma carnevalesca siano stati influenzati tutti quei generi letterari in cui si attua la fusione degli stili, dei livelli dei generi. contrapponendo alla rigidità della letteratura ufficiale, la dialogicità ed il pluralismo dei punti di vista (diolago socratico, satira menippea, novellistica, romanzo burlesco e picaresco). Nel nostro caso, l'analisi di Bachtin su PANTAGRUEL ET GARGANTUA di Rabelais serve 2 fornirci un esempio di romanzo destruens, che nasce in opposizione alla letteratura colta. Qui il labirinto in cui Rabelais cala la storia è quello del ridicolo e dell'irrisorio. In brevi linee, il romanzo narra la storia di un gigante, Gargantua: subito il nostro riso si scatena leggendo gli accorgimenti che sono necessari per nutrirlo. Si racconta la sua istruzione a Parigi (satira ai pedanti); la nascita del figlio Pantagruel, la sua amicizia con Panurge. Si continua con le loro peripezie che sono parodie del tema classico del viaggio (Eneide Virgilio, Divina Commedia – Dante),primo e secondo libro. Nel terzo libro Panurge parla del matrimonio e fa satira verso la donna. Così nel quarto e quinto libro continua la peregrinazione in paese dai nomi allusivi, fino ad arrivare all'oracolo della Dive Bouteille che dice che l'unico modo per risolvere il problema vita è bere ( si grida thrink). Dal labirinto si esce con la constazione che dietro l'ironia bisogna cogliere la "sostanziosa midolla". Rabelais rifiuta l'eredità del medioevo, retrograda e i principi extraterreni: fa l'elogio della natura, che è grande maestra degli uomini. Porta nell'arte un senso non letterario di opposizioni alle regole ed ai canoni, tramite la rappresentazione della cultura popolare. Anche il romanzo picaresco propone un uomo del popolo come personaggio che vive di espedienti più o meno onesti. La vita del picaro è l'epopea del sottoproletariato della gente senza arte né parte. Nell'opera trova spazio la rappresentazione delle manifestazioni comiche opposte alla cultura ufficiale, al mondo medioevale ed alla chiesa (romanzi picareschi sono quelli di Lazarillo de Tormes, Nashe, Lésage). Rispetto al mondo spirituale del medioevo, Rabelais ci presenta un mondo dominato dal principio materiale e corporeo: immagini del corpo, del mangiare, del bere e dei bisogni naturali. Bacthin dice che Rabelais trasferisce tutto ciò che è spirituale ed alto sul piano della terra e del corpo. Anche in Cervantes l'abbassamento parodico ha un carattere di avvicinamento alla terra. lì grosso ventre di Sancho, il suo appetito e la sua sete sono del tutto carnevaleschi. Chiediamoci perché Rabelais usi il romanzo. Se Ronsard e la Pléiade erano convinti che esso fosse in fondo alla gerarchia del generi, Rabelais usa il romanzo come forma libera. Gli permette di esprimere un mondo nuovo in una forma nuova. Il medioevo proponeva un tono serio: il riso era visto dai cristiani (Tertulliano e Cipriano) come manifestazione del diavolo. Qui, al contrario, c'è una volontaria parodia del mondo tramite il riso. Un riso che non è solo "plaisant, joyeux et récréatif' (Montaigne), ma un codice cifrato, un crittogramma pieno di allusioni di avvenimenti e personaggi. Numerose sono le parodie: la figura di fra' Giovanni è una satira contro la chiesa; il frate fa una strana commistione provocatoria di vangelo e di testi sacri, trasposti sul piano del mangiare, del bere e dell'erotismo. In opposizione al purismo della lingua cortese, la lingua usata è un pastiche, simile alla lingua macaronica del BALDUS di Folengo. Panurge parla tutte le lingue. Anche il tema della misoginia è tipico dei fabliaux del tempo. “infatti la natura ha posto dentro il loro corpo un luogo segreto ed intestino, un animale, un organo che gli uomini non hanno nel quale, talora, sono generati certi umori nitrosi, acri, mordicanti e pungenti (…) capitolo XXXII, terzo libro. Anche la satira del mondo dell'aldilà, si ritrova in un filone di letteratura opposta alla classica rappresentazione. Giacomino da Verona nel DE BABYLONIA CIVITATE INFERNALI rappresenta un inferno con diavoli orribili, che fanno arrostire i dannati come porci allo spiedo con battiture ed urla. Anche con Folengo abbiamo un rovesciamento della Divina Commedia: nel Baldus Merlin Cocaio, pseudonimo del poeta, per la produzione macaronica, si rivolge alle Muse come divinità grasse e pacificae del bengodi. Gli eroi folenghiani si muovono nell'etica del ventre spinti dalle urgenze naturali. Anche in Rabelais l'opera è rivolta ai gottosi, ai sifilitici, ai bevitori ed agli impestati. Questo movimento verso il basso material-corporeo si oppone alle tendenza gerarchica - astratta. li mondo dantesco si sviluppa dai basso in atto (dall’inferno verso il paradiso); l'unico movimento essenziale per Dante che cambi l'anima quello verso l'alto. Rabelais utilizza il procedimento inverso: secondo le parole della Dive Bouteille. Fa vera ricchezza e posta in basso, sottoterra. Qui il criterio fondamentale non è la scesa alle sfere superiori ma al movimento in avanti nella linea storica: se l'animo e il corpo individuale muore, il corpo del popolo e dell'umanità avanza il perfezionamento storico.
Prof. Massimiliano Badiali
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