IL LABIRINTO DEL FUTURISMO

 

Marinetti nel Manifesto del Futurismo dice che l'arte futurista usa parole inventate, misteriose, fantastiche, che vanno al di là della stessa intenzione onomatopeica, più adatte ad esprimere quel «labirinto di sensazioni improntate alla più esagerata originalità» che i futuristi vagheggiano per far dimenticare la monotonia della vita quotidiana. Balla, ad esempio, crea delle linee astratte quasi labirintiche. La geometria nel Futurismo si trasforma i un motivo che rappresenta la velocità e al contempo l'inconscio che diviene labirintico. La critica ritiene che Balla usi la geometria come simbolo di un mondo con un ordine spiritualista. Il quadro Mercurio passa davanti al sole (1914), in cui Balla introduce il tema dei fenomeni astronomici, suggerisce il dinamismo delle forme geometriche metafora del dinamismo e dell'inconscio.

 

Nelle opere di Balla il dinamismo geometrico, come spiega Santarcangeli, in quanto “si può trasformare in un labirinto di tipo cnossiano.”(Santarcangeli, 2000, p.126). Il labirinto cnossiano dell'inconscio lo troviamo anche in Gli addii di Boccioni


 

 

 Prof. Massimiliano Badiali