IL FILONE CARNEVALESCO

NEL LABIRINTO SCRITTURALE DI CERVANTES E SHASKESPEARE

 

 

 Effettivamente il Seicento presenta aspetti profondi di crisi : le unità ideologiche medioevali e rinascimentali sono a pezzi: in politica Machiavelli, in cosmologia Copernico, in teologia Lutero, nel relativismo Montaigne portano ad un senso di incostanza e fluidità delle cose. Il labirinto è dentro il cuore degli uomini e l'arte.

Questa visione sinottica, cosmica ed agnostica è principio e simbolo del mistero della vita.

 La linea carnevalesca di cui parlava Bachtin è utilizzata in maniera differente anche da Erasmo, Shakespeare, Cervantes, Lope de Vega e Tirso de Molina.

Come già Rabelais, il mondo di Shakespeare e di Cervantes è il "mondo della carne e del ventre (V.Hugo). Cervantes continua questo processo di rinnovamento del romanzo: introduce  infatti  nel  suo  romanzo  cavalleresco, o  per  meglio dire, antiromanzo1la raffigurazione fedele delle classi inferiori, mescolandovi la vita popolare.

Il  DON QUIJOTE. è la storia del povero hidalgo Chisciotte che, abbandonato, diviene pazzo ed entra in un mondo fantastico derivante dalla fantasia delle sue letture.

ll romanzo cavalleresco ispira le sue azioni: egli si crede cavaliere e ha come ronzino Ronzinante e come scudiero Sancho Pancia. La tematica più interessante dell'opera è la pazzia che allontana Don Quijote dalla realtà. Anche in questa opera si presenta l'elemento material-corporeo e il riso grottesco di cui Bachtin ha parlato riferendosi alla figura di Sancho.

Il DON QUIJOTE è il poema della pazzia ossia della libertà totale. Per Don Chisciotte il labirinto è dolore e il lfilo d'Arianna è costituito dalla follia, come liberazione.  Quello della follia è un tema classico( 'tElogio della follia't di Erasmo) :la follia degli antichi" non era insania, né il prodotto di urto o di shock"( Foucault: Storia della foflia nell'età classica).

Con Shakespeare, Cervantes, dopo Tasso, torna in letteratura il regno della fantasia e dell'irrazionale.

Mai come in Cervantes ledificio della letteratura ha lasciato scoperti i suoi  ingranaggi  nell'atteggiamento  verso  la  cultura  e  l'erudizione cinquecentesca, mescolandosi alle avventure dei protagonisti e rivelando le idee dell'autore dinanzi alla società in decadenza (C.Samonà).

Anche l'amore platonico-stilnovistico-cortese è parodizzato: la hermosa Dulcinea diviene quasi ridicola, vista com'è dagli occhi di un pazzo che non vede i limiti della sua passione.

Per Foucault in Cervantes vi è una dimensione tragica che dipende dallà inesistente corrispondenza fra cose e parole le vicende cavalleresche ormai sono parole vuote, ma Don Chisciotte a causa della sua “locura” non se ne accorge e cerca di ristabilire i rapporti fra realta e libri. La pazzia è il modo di vedere il mondo con occhi diversi, non offuscati dalle idee e dai condizionamenti sociali.

Anche in Shakespeare in AS YOU LIKE IT e in TWELFTH NIGHT (Come vi piace, Dodicesima notte) mettono in

dubbio la saggezza del sapiente e la pazzia del folle: dicono che è triste il mondo in cui i pazzi non possono dire

saggiamente ciò che i saggi fanno (Praz). Oppure in KING LEAR la pazzia del re pernea tutta l'opera e si colora di

digressioni comiche. Come nel Chisciotte lucidità e follia si alternano creando duplicità ed ambiguità gnoseologica.

In Shakespeare il labirinto è il palcoscenico della vita e il filo d'Arianna è la .vis comica e farsesca: brigate cavalleresche colorano i primi drammi ( The Merchant of Venice, Much ado about nothing ) dove il romanzesco dei travestimenti, la drammaticità dei casi ed il riso, esprimono questa tendenza alla commedia gioconda. Il modello plautino, ricco di scoppiettii e di scherzi, ma permette, a Shakespeare, di non sopprimere dal suo teatro la parte del buffone, ma invece di educarlo focalizzandogli l'attenzione addosso. Fa, insonna, del pagliaccio, o nella veste primitiva di zoticone, o in qualità di buffone del re, un filosofo focolare indipendente e sagace. Antieroi, magari, ma portatori di ideali.

 

 

 Prof. Massimiliano Badiali