IL LABIRINTO DELL'ASTRATTISMO E DI KLEE

 

L’Astrattismo nasce quando nei quadri non vi è più alcun riferimento alla realtà. L’astrattismo nasce intorno al 1910, grazie al pittore russo Wassilj Kandinskij.che a Monaco aveva fondato il movimento  «Der Blaue Reiter» (Il Cavaliere Azzurro). L’Astrattismo si rifà alla psicologia gestalitica e alll'Esistenzialismo. L'uomo si sente deietto in un mondo tentacolare, ove solo attraverso l'analisi del proprio labirinto interiore può cercare di risalire alla superficie. Così l'arte diviene studio conoscitivo e terapeutico dell'inconscio: seguendo la psicologia gestaltica, l'Astrattismo studia come la percezione delle forme diviene esperienza psicologica. Il modo come si struttura questa esperienza psicologica segue leggi universali. Le forme e i colori trasmettono  informazioni percettive che stimolano una reazione di tipo psicologico.

Paul Klee è uno dei padri della pittura astratta. Klee è un rivelatore straordinario di universi interiori. La sua sensibilità gli permette di scoprire relazioni magiche tra forme, luoghi, simboli, colori. Quello di Klee è una sorta di mondo parallelo, continuamente in bilico tra visibile e invisibile, tra astratto e figurativo.
In tutta la sua opera appare proteso a reinventare il mondo, quanto di magico e misterioso è racchiuso in esso. Klee è stato certamente, dichiara Argan, il primo artista che si sia inoltrato in nell’inconscio di Freud e Yung.  “L’operazione artistica, per Klee, è simile a quella del ricercatore che, ricorrendo a certi mezzi tecnici, rende visibili i microrganismi che certamente ci sono, ma non sarebbero altrimenti visibili. Klee opera sui microrganismi che popolano le regioni profonde della memoria inconscia (…).”(Argan, 1970, p.299
). L’artista, tramite l'intuizione, libera l'uomo dal proprio labirinto permettendo la risalita alla superficie. Le immagini ricorrenti di Klee sono città immaginarie, labirinti, piene di simboli. sono presenti anche acquari, orti botanici e spartiti musicali. Al loro interno si collocano elementi organici, nuotano pesci dorati, svolazzano uccelli variopinti, si dipanano scritture immaginarie, si intrecciano simboli, note e ideogrammi. Tramite la fantasia e l'onirico Klee libera l'uomo dalla clausura del labirinto. “Una direzione c’è nell’opera di Klee, cui è risparmiata la perdita irrimediabile dell’orientamento, ma è una strada principale costantemente intersecata da infinite strade secondarie che formano un intrico vertiginoso. Per orientarsi occorre possedere il dono del distacco e del calcolo, l’astuzia di Teseo, il sapere di Arianna.”(Verzotti, 1981, p.81).

La distruzione del labirinto in Labirinto distrutto significa la consapevolezza che tramite la conoscenza del proprio inconscio, l'uomo si è liberato dal suo Super-io, dando spazio all'Es.

 

Paul Klee, Labirinto distrutto 1939

In Kandinskij i colori assumono un valore simbolico-allegorico dell'inconscio. Con il colore si rivela le trame mnestiche del dedalo interiore. Il colore rosso per esempio può provocare l’effetto della sofferenza dolorosa, per la sua somiglianza al sangue. Il giallo invece, per semplice associazione col limone, comunica una impressione di acido. Alcuni colori possono avere una apparenza ruvida, pungente, mentre altri vengono sentiti come qualcosa di liscio, di vellutato, così di dar voglia di accarezzarli. Ma ognuno di essi corrisponde a delle forme che si distinguono nello spazio in modo preciso le une dalle altre. Ogni forma a sua volta, come il colore, ha una precisa corrispondenza: al cerchio associa il blu, al triangolo il giallo, al quadrato il rosso.

KandiskyGiallo, rosso e blu
 

In Mondrian il labirinto diventa naturale, come dimostra la nota serie degli alberi: dall'Albero rosso all'Albero argentato al Melo in fiore. L'.albero è da intendersi "come albero della vita, indica Santarcangeli, simboleggia infatti una delle componenti più importanti tra quelle che concorrono a costituire la sfera del labirinto, cioè il centro". (Santarcangeli, 2000, pp.145-146).

MondrianAlbero argentato

Ancora più emblematico è il quadro Molo e oceano del 1915, dove Mondrian esprime il tema del mare è espresso con un rapido tremito di segmenti orizzontali e verticali, ormai astratti, che assumono un senso cosmico. Questi segmenti si intersecano, dando luogo a dei "più" e dei "meno". Esso rappresenta la rivisitazione neoplatonica del mito dell'Androgino, in quanto la verticale rappresenta simbolicamente il principio maschile, l'orizzontale il principio femminile.  

 MondrianMolo e oceano

 

Jackson Pollock crea immagini assolutamente confuse e indecifrabili. Cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà, forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana. L’arte, in questo modo, non solo nega il concetto di immagine, ma nega il fondamento stesso dell’arte. In Pasiphaë si racconta la storia dell'omonima donna che doveva sposare il re di Creta, Minosse, ma per volontà degli dei si innamorò di un toro e generò il Minotauro, una creatura metà uomo e metà bestia che viveva nel labirinto e divorava giovanetti e fanciulle finché non venne ucciso da Teseo. L'arte di Pollock non è principio di ordine, ma descrive il labirinto interiore del Teseo novecentesco.

Pollock Pasiphaë

 

Prof. Massimiliano Badiali