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ARTISTI LABIRINTISTI FOTOGRAFI NEL LABIRINTO
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"Le sofisticate complessità costituite da innumerevoli intrecci, fibre, molecole, legami, articolati condotti, labirintiche interconnessioni e impulsi, costituiscono un contenitore, il cervello umano, di altissime potenzialità intellettive espressive e creative, tanto che in un certo senso nella recente era moderna, l’uomo ha riprodotto nella macchina del “computer” il riflesso di se stesso. Considerato il simbolo assoluto della più alta tecnologia e del progresso, costituito anch’esso da grovigli di fili contorti, matasse intrecciate, combinazioni di codici, punti di connessioni, reti interattive e molto altro, il computer , come il cervello è anch’esso contenuto in un involucro relativamente voluminoso, ma in entrambi vi è insita una grandissima capacità e un altissimo potenziale creativo. Per irrazionali ed inspiegabili motivi, tuttavia, queste risorse spesso vengono destinate alla creazione di elementi distruttivi piuttosto che creativi…la mente dell’uomo che crea formule le tramuta poi in macchine esplosive, come il nucleare, che sta divenendo forza immane e furibonda che rischia di distruggere l’intera umanità e di cancellare tutto ciò che l’uomo ha prodotto e creato senza lasciare traccia della bellezza, dell’arte, della storia, e dei sentimenti che li pervadono. I labirintici e costanti intrecci tra pensieri positivi e negativi, che da sempre convivono nella mente e nel cuore dell’uomo, animano delusioni e dolori in forma sempre più crescente, e la recondita e segreta sfera dell’anima subisce traumi spesso irreversibili, così la malattia del male di vivere, acuisce contraddizioni e smarrimenti non solo interiori ma anche esteriori. Quelle minoranze di menti ragionevolmente pensanti, si attivano costantemente affinché venga preservato e difeso l’habitat e il mondo in cui l’uomo vive, e inoltre si prodigano a dissuadere o trovare un “rimedio” per ridestare e “rinsavire” le “menti deviate” e restituire il “senno”, che permetterà all’uomo stesso non solo la sua salvezza, ma la prospettiva di un possibile futuro, preferibilmente più sano e sostenibilmente vivibile. (Walter Tiezzi e Rita Carioti). L’intelligenza dell’uomo nel creare, l’assurdità dell’uomo nel distruggere.
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