MANIFESTO DEL LABIRINTISMO FILOSOFICO

FILOICONA MANIFESTO DEL LABIRINTISMO
- Il Labirintismo riconosce come suoi fondamenti
ideologico-filosofici:
-
· la
teoria della relatività di Einstein, per cui diviene
fondamentale il dittico dell’hic et nunc in quanto spazio
e tempo non sono che concetti relativi e per di più
convenzionali,
-
· il
principio di incertezza o indeterminazione di Heisenberg, per
cui cade la legge causa-effetto,
-
· la
teoria del caos, per cui c’è una continuità e complementarità
tra ordine e disordine, c’è un continuum tra equilibrio e
disequilibrio,
-
·
il teorema di incompletezza di Gödel, per cui esistono
problemi irrisolvibili scientificamente,
-
·
l’ologramma di Gabor, per cui il tutto è nella parte e
viceversa, così come ogni cellula del nostro corpo contiene in
sé le informazioni di tutto l’organismo,
-
·
l’effetto farfalla di Lorenz, per cui anche la più
piccola e apparentemente insignificante causa può portare a
enormi cambiamenti,
-
· il
paradosso di Bohr, per cui ogni fenomeno è costituito da
infinite interzioni che è impossibile calcolare
- Tali principi filosofici
labirintisti hanno rimesso in discussione tutti gli ipse
dixit, le certezze della conoscenza scientifica e hanno
evidenziato che la verità assoluta non esiste, la relatività ha
soppiantato l’assoluto, non può esserci nessun a-priori e nessun
dogmatismo.
prof. Massimiliano Badiali- dr.ssa Anna Laura Fani
Nel vasto Labirinto dei più
reconditi pensieri, numerose ed articolate sono le strade in cui districarsi
per arrivare a colmare il vuoto, che l’anima inquieta urla, quando ha di
sete di conoscenza e di consapevole verità. L’infinita ricerca, delle
differenziate ed intricate vie tortuose da attraversare, rende l’uomo
errante pendolare del proprio essere, e sono molteplici i tentativi di
esplorazione in luoghi interiori ed esteriori, e nei differenti e variegati
spazi emotivi, mentali e temporali. Come agile equilibrista in bilico sulle
incertezze, tra la vita e la morte, egli procede cauto nel suo rischioso
cammino, ed è immane lo sforzo di resistenza che deve compiere nei ripetuti
ed ossessivi sentieri. Nei faticosi tragitti si immerge sovente negli oscuri
luoghi più profondi del proprio inconscio, dove risiede il proprio pensiero
immaginario, per poi risalire, tramite estenuanti processi di continue
metamorfosi e dolorose trasformazioni, alla chiara superficie esteriore,
nella speranza spesso illusoria, di potervi in fine approdare. Questo vago
peregrinare tra il reale e il surreale, che viene originato dal’ancestrale
esigenza di riuscire ad individuare l’enigma dell’ipotetico “assoluto”, ha
come scopo l’arduo tentativo di esternare ed esprimere l’essenza sintesi del
proprio latente ed effimero pensiero concettuale, e cristallizzarlo poi in
modo tangibile, in specifica materia iconografica universale, lasciando in
fine come postuma eredità, una indelebile “traccia di presenza immortale”.
Ma la finalizzata ricerca si rivela spesso circoscritta in un concentrico
relativo piccolo universo, tra i tanti che ve ne sono, giacchè sin dagli
immemori tempi, le infinite ripetute e cangianti ciclicità dei naturali
eventi, divenute ormai consolidate leggi cosmiche universali, rimandano
l’uomo condannato al suo incerto destino, a ricominciare un percorso nuovo.
prof.ssa Rita Carioti
Il labirintismo non è solo una corrente
artistico-letteraria, ma è un modo di concepire la vita attraverso
l’arte. Dato che l’uomo moderno si è inevitabilmente arroccato nel
proprio labirinto interiore, impastoiato dal male di vivere, l'arte
deve porsi come mezzo conoscitivo e terapeutico per far uscire l’io
dal labirinto. Lo scrittore, il poeta, l’artista e l’uomo comune
sono ormai schizoidi e dissociati, irresoluti "Ulisse", incalzati
dai propri sommovimenti interiori. E’ la "deiezione dell’esserci" a
porre l’uomo in una prospettiva priva di referenti fisici e
possibilisti, in un’attesa stagnante ed anulare, incarnazione di
un’esistenza perennemente delusa, le cui dimensioni spazio-temporali
conducono irridentemente al nulla. La solitudine e
l’incomunicabilità rendono l’uomo moderno monade: rispetto al tempo
cronologico o tempo di produttività, l’arte deve rivolgersi
all’istante dalla coscienza.
La vita è, infatti, un mondo chiuso,
anulare e delirante fra i ricordi, oppresso da un senso di clausura
che nasce dall’isolamento e dallo spazio ambiguo che viene percepito
come qualcosa di soffocante in cui l’orizzonte, inoltre, appare
sull’orlo di due voragini, quella del dedalo esterno (o mondo),
quella del dedalo interno (o io).
La perdita della superficie
affronta l’ineluttabilità della morte soppesando
incommensurabilmente l’io e la propria esistenza, sorpresi a
rischiarare debolmente gli effetti del caos e della contraddizione,
impenetrabili testimoni del reale.
Se il mondo è un magma assurdo,
informe e contraddittorio, per l’estrema illogicità degli eventi a
cui l’uomo è sottoposto, in sostanza la Weltaschauung del
Labirintismo propone l’avventura del labirinto che diviene la storia
di chi torna a galla dal dedalo della personalità e diviene
consapevole del proprio inconscio.
Solo chi conosce e libera
l’inconscio dal labirinto, abbandona il pecorismo ideologico. Chi
non ferma la propria vita, adottando maschere per esorcizzare il
dolore, intuisce ed accetta che l'esistenza è un nodo gordiano senza testa né
coda. Scoprire il cammino
liberatorio che conduce all'uscita dal labirinto significa conoscere
anche il percorso che porta al centro che simboleggia l'unità
assoluta e l'emancipazione dell'Es.
Il Labirintismo è una visione della vita attraverso l’arte, che
deve liberare l’uomo dalla dominanza del proprio Super-io.
Il Labirintismo è una corrente in fieri
che attende l’apporto di poeti, scrittori, pittori, artisti,
fotografi e attori che esprimano attraverso l’arte la redenzione dal
labirinto.
L'arte è il filo d'Arianna che permette l'esodo
dal labirinto.
prof. Massimiliano Badiali
La mente umana, un coacervo
di forze protese alla ricerca di un equilibrio omeostatico. Un labirinto di
spazi e tempi che si creano e si distruggono in un perseverante divenire. A
volta protagonisti, a volte spettatori cerchiamo di attribuire un senso
anche laddove non esiste, nel tentativo di attribuire logica al caos. Ho
cercato dentro un significato, e l'ho trovato nella visione che del
mondo,come costruzione della mente. Questo potente mezzo che costruisce la
vita, una mente fatta di infinite strade, un labirinto dal quale è
impossibile uscire,come fare allora, per affermare un sè cosi potente da
straboccare, se non attraverso un canto,un linguaggio fatto di simboli,
ritmi, suoni che nascono da corde tese dell'animo non fatto di concetti ma
di emozioni, compreso da chi come me, sa che da quel groviglio mai uscirà.
Chiara Della Marta
Life is a labyrinth and it is our desire to discover as many ways possible to
free our minds from the entanglement of reality.
prof.ssa
Elisabeth Veneziano
- Su You
Tube la presentazione del Movimento e il
Manifesto del Labirintismo
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